Recensione su Cuck

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Credevo fosse propaganda alt-right e invece è tutt’altro. / 11 Dicembre 2019 in Cuck

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Una parabola tragica fin troppo consueta oggi negli Stati Uniti e, un po’ meno (o piú lentamente), in Europa. Un uomo immaturo in una famiglia disagiata (padre veterano morto suicida, sembra; madre malata e credente) finisce nella rete della propaganda suprematista/patriottica della destra ultraconservatrice americana che gli offre comodi capri espiatori per il suo disagio: se non trova lavoro è colpa degli immigrati; se non trova una compagna è colpa della sinistra edonista; i social network gli danno la visibilità che i mainstream media gli negano. Queste convenzioni lo esaltano ma saranno anche le prime a tradirlo e abbandonarlo nel momento del bisogno. E da lí in poi è tragedia.

La parabola, per quanto caricaturale, è calibrata con precisione, e gli attori sono quasi tutti bravi, specialmente il protagonista che ha a che fare con le montagne russe emotive di un personaggio mentalmente instabile, a tratti confuso e esaltato, umiliato, frustrato, violento, sbandato. Qualche dialogo didascalico mina la solidità del progetto, ma è comprensibile il timore degli autori di venire fraintesi. Poi sono stati fraintesi lo stesso e il film passa per una giustificazione del fenomeno degli “incel”, quando invece fa un ottimo e necessario lavoro di contestualizzazione che invece di giustificare assegna una responsabilità precisa alla politica conservatrice che sciacalla le famiglie e comunità disagiate.

Sarei curioso di osservare un conservatore che guarda questo film. Per quanto si sforzi di non cadere nella trappola, si immedesimerà sicuramente in qualcuna delle parti in causa. E nessuna di esse ne esce bene. Excellent bait. Accetterebbero la sfida?

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