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Recensione su Cruel Intentions - Prima regola non innamorarsi

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Cruel Intentions / 30 agosto 2015 in Cruel Intentions - Prima regola non innamorarsi

Film divenuto un piccolo cult tra gli adolescenti di fine anni ’90 (ricordo che ai tempi del liceo non si parlava d’altro oltre che di Titanic”), una trasposizione in chiave moderna del romanzo di De Laclos “le relazioni pericolose” .
Certo non ha nulla a che vedere con il film capolavoro interpretato da Michelle Pfeiffer, John Malkovich e Glenn Close, ma il risultato finale e’ tutto sommato buono, il regista ha voluto descrivere con una punta di cinismo quella che è una realtà della società americana contemporanea, dove la competizione è alla massima Potenza e dove le persone vengono giudicate in base alla propria reputazione, al proprio conto in banca e alla propriapopolarità.
E’ in questo ambiente che nasce questa storia a tinte quasi noir, fatta di doppi-giochi di tradimenti a go-go e di tanto puro egoismo e dive i, sesso ruota intorno a tutto. .
Come scritto sopra e’ senza alcun dubbio un film per adolescenti, ma nonostante cio porta alla luce una realta’ per molti scomoda, una velata denuncia contro l’alta societa’ che emargina chi non e’ come loro, una societa’ dove conta solo l’essere figli, farsi di droga e scoparsi tutto cio’ che ci capita a tiro.
In sostanza un film per teenager ma che cerca anche di far togliere la maschera a una societa’ fatta solo di apparenze, arriviamo e servilismo.
Ottima la colonna sonora, tra cui spicca “The better sweet symphony” dei Verve.

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