Recensione su Crash

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sesso, auto e… / 16 agosto 2011 in Crash

Inutile stare a parlare della trama o dei risvolti psicologici sottesi a circa un’ora e mezzo di sesso. Gli obiettivi sono chiari: la rimodellazione del corpo attraverso la tecnologia (protesi metalliche, chiodi, viti, Cronenberg ci manda a nozze con queste inquadrature) e il sesso come energia che si sprigiona dal contatto fisico (l’appagamento che si raggiunge al di là della sfida estrema con la morte e che non sarà mai tale finchè non verrà celebrato dalla morte). Ma il film è solo ed esclusivamente una sciorinatura di scene erotiche.
Imbarazzante, perverso, finanche ipocrita.
Vado controcorrente nel definirlo così, ma dopo aver visto “inseparabili”, un’opera meravigliosa, questo “crash” l’ho trovato abbastanza inutile, per nulla interessante. Sicuramente dotato di una forte carica erotica (grazie a Deborah Kara Unger!), con una fotografia gelida quanto l’acciaio delle auto (sfregiate come i corpi), non colpisce a fondo, anzi la butta nel banale. La sfida sulla strada per raggiungere l’eccitazione e vincere l’apatia del solito sesso. Francamente non lo definirei proprio il film del terzo millennio.

1 commento

  1. mark renton / 18 febbraio 2014

    Capolavoro di Cronenberg. Uno dei migliori secondo me. Ma parlare di “miglior film” per il regista canadese è davvero difficile: ogni inquadratura è perfetta , ogni dettaglio ti cattura. Non è un film per tutti.

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