Recensione su Cosmopolis

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Scrivo anche io una recensione ignorante / 5 Gennaio 2015 in Cosmopolis

Film travolgente. C’è bisogno che un film richieda ore extra di studio per essere definito travolgente così come lo intendo io. Perché è travolgente una frase che dice in poche parole ciò che deve essere necessariamente detto con più parole. E’ l’unico modo per non annoiarsi, e una cura contro l’ADHD. E’ una disposizione che sfogo nella lettura del simbolismo e ora nella visione di Cosmopolis. Credo che, quando c’è troppo da dire, il riassunto del riassunto sia l’unico modo per comunicare ciò che si pensa senza diventare la vittima delle proprie digressioni e speculazioni. Alcune cose semplicemente vanno dette in una certa forma e non in un’altra. Personalmente il film mi ha conquistata a partire da: “Dove?” “Ad aggiustare il taglio” “Il presidente è in città” “Non ci riguarda. Voglio aggiustare il taglio; attraversiamo la città”. Non ho nominato a caso il simbolismo “poi spiegai i miei sofismi magici con l’allucinazione delle parole!” e a tutti coloro che fanno arte “le allucinazioni sono innumerevoli. E’ proprio quello che ho sempre avuto: più nessuna fede nella storia, la dimenticanza dei princìpi. Non ne parlerò: poeti e visionari sarebbero gelosi. Sono cento volte il più ricco, siamo dunque avari come il mare.” Rimbaud mai capito io.

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