Recensione su Cosmonauta

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7 marzo 2011

Risultato medio medio per questa prova della Nicchiarelli: una storia di formazione prima del ’68 tra le mura solide dell’urss vincente nel campo aerospaziale, quando la politica era tutta centrata nel partito madre onnipresente. Un partito che è anche metafora del padre perduto per questa ragazza intelligente e piena di voglia di tutto, di fare, di crescere, di vivere, che subisce il nuovo matrimonio della madre (non con un comunista!, tradimento!), che vive con un fratello maggiore problematico e fragile che ama e che odia come tutti i ragazzi fanno, che comincia ad entrare nel mondo adulto delle relazioni d’amore e dei problemi di convivenza sociale.
Un racconto non edulcorato, con il partito moralista, come tutto all’epoca, che la giudica per la sua condotta, con tutta una mentalità ancora totalmente vincente di pregiudizio di genere difficile da affrontare, con gli umori dei ragazzi ondivaghi come accade nella realtà.

Cosa manca? Prima di tutto mancano i soldi, ambientazione d’epoca che non può permettersi molto di più di inquadrature strettissime sulle porte delle case e molti, troppi, interni, tanto produrre un effetto un po’ televisivo; una regia che osa poco; un pizzico di cattiveria in più.

Bello il corto iniziale

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