Recensione su Corvo Rosso non avrai il mio scalpo

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Maledetto corvo rosso non avrai mai il mio scalpo / 26 Giugno 2013 in Corvo Rosso non avrai il mio scalpo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo film del 1972, diretto da Sydney Pollack, è di genere western, però, esso è unico e inimitabile perché difficilmente si lavora a progetti di questo tipo e, quando lo si fa, si fallisce molto facilmente perché ci si perde e si cade nella banalità.
Questo film invece è tutt’altro che banale!
La vera forza di questa pellicola, a parer mio, è proprio nella sua unicità e originalità.
Un possibile grande problema poteva essere di non riuscire a fronteggiare una cosa di questo tipo ma Sydney Pollack ci è riuscito alla grande.
La trama è tutta incentrata su Jeremiah Johnson che va a caccia nelle montagne a nord degli U.S.A, il suo personaggio è molto importante, anzi oserei dire vitale per questo film.
Erano pochissimi quelli che osavano sfidare le montagne, lì non si incontrava mai due volte la stessa persona.
Almeno era così la stragrande maggioranza delle volte. Ma poi arrivò questo Jeremiah Johnson che osa tutto e riesce nell’intento.
Nelle montagne le probabilità di morte erano altissime soprattutto perché vi erano gli indiani selvaggi con cui fare ii conti. Jeremiah Johnson (che poi è un personaggio ispirato al militare John Johnson detto Mangiafegato) si crea una grande nomea tra gli indigeni perché riesce sempre a ucciderli dopo che loro gli avevano sterminato brutalmente la piccola famiglia che si era costruito. Sicuramente è molto interessante il rapporto tra gli indiani e i bianchi, i primi restano sempre i nemici però vengono presentati in modo diverso…sullo stesso piano dei bianchi, diversamente da come ci faceva credere John Ford nelle sue pellicole.
Questo film è rivoluzionario in tutti i sensi, è un film western ma per tutto il tempo i paesaggi, seppure siano sconfinati come di consueto, li troviamo innevati e il clima è sempre rigido.
Penso che questo film rappresenti in modo incantevole quella che era la vita dei trapper, sotto questo punto di vista credo che sia perfetto.
Una cosa che mi ha colpito molto è che non è come gli altri film…non cerca la bellezza estetica nelle immagini, nelle inquadrature o nei costumi…è bello per come è. Per esempio, i vestiti dei personaggi sono molto brutti e l’indiana, che nella storia è sposata con Jeremiah Johnson, non è una bella donna, al contrario, questo film colpisce per la sua “sfacciataggine” nel mostrare anche il ripugnante (a molti non piace la vita di artiglio d’orso interpretato da Will Geer e i suoi modi).
Perfino i paesaggi, anche se sono stupefacenti, non sono cercati per puro caso ma solo a scopo di enfatizzare alcuni aspetti.
Il personaggio di Jeremiah Johnson (interpretato da Robert Redford) è straordinario e memorabile come lo è questa pellicola che rientra sicuramente tra le indimenticabili.
Molti possono pensare che il fatto che durante il film rivediamo due volte gli stessi personaggi è male, ma io penso che abbiano avuto ragione a dire a Jeremiah Johnson ” le montagne rocciose sono il centro del mondo”.
La rivalità tra Jeremiah e i corvi rossi è accesa ma lui è molto più duro e non morirà mai…è un personaggio che rimarrà nella storia.
Ed ecco perché il corvo rosso non otterrà mai il suo scalpo.

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