Recensione su La sposa cadavere

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La ballata di Eros e Thanatos / 7 Gennaio 2019 in La sposa cadavere

Tra tutti i film di Burton questo è il mio preferito in assoluto. Dopo “Nightmare Before Christmas” e prima del remake digitalizzato di “Frankewennie” c’è Viktor, uno sprovveduto giovane figlio di borghesi arricchiti e promesso sposo alla figlia di due spocchiosi nobili decaduti ma che, per errore, infila l’anello nuziale nel dito di un cadavere di donna che si rianima e ne diventa a tutti gli effetti lo sposo. Una fiaba gotica tipicamente Burtoniana, con le classiche figure in bilico tra l’inquietante e il grottesco e che risente di certo cinema espressionista, ma anche una storia sul rapporto tra Amore e Morte che non scade mai né nel troppo tragico né nel troppo comico (ma c’è pur sempre la classica vena ironica di Burton) e che sa di melanconico.

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