Recensione su Corpo celeste

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25 giugno 2011

L’idea al centro del film è molto forte, la bambina nel pieno del suo sviluppo viene catapultata in un altro mondo che non le da’ nessuna risposta chiara, ma solo un continuo sfilare di dubbi incombenti. Se la ragazzina guarda in conitnuazione cosa le accade intorno, con quel misto di egoismo e egocentrismo tipico dei bambini, tutto si muove in modo caotico senza un senso chiaro. Il fatto portante è la preparazione alla cresima, quindi la vita in parrocchia, il confronto con gli altri ragazzi, quindi anche le domande sul perchè del rito e della figura di Cristo.
Il film non è male, ma lo strovo comunque poco sviluppato, uno sforzo in più dal lato sceneggiatura avrebbe giovato per svolgere alcuni nodi soprattutto lì dove la protagonista si confronta con quello che accade in chiesa soprattutto per dare respiro al titolo.
Curiosa la scelta dei costumi, alcuni sono davvero demodè, altri sono di un pacchiano straodinario che fanno tanto periferia del mondo. La figura più bella comunque mi sembra quella della quasi perpetua che è avulsa ad un mondo schiacciato sullo stereotipo televisivo, ma che poi mostra sfumature commoventi attraverso una prova dell’attrice davvero maiuscola

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