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Recensione su Convoy - Trincea d'asfalto

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Convoy: corsi e ricorsi non solo cinematografici / 13 aprile 2015 in Convoy - Trincea d'asfalto

Caciarone (anche nel sonoro e nel doppiaggio), machista e datato (termine che qui non uso in senso spregiativo, ma connotativo, poiché il film è caratterizzato da un’estetica 70’s smaccata e felicemente prepotente, subito riconoscibile), ha comunque un suo perché, se non altro perché attualizza un’epopea tipicamente West, con i camion al posto dei carri, i camionisti nelle vesti che furono di pistoleri e rancheros e le automobili in vece dei cavalli, giusto per ricordare che ingiustizie e “antieroi eroici” sono duri a morire.
Splendidamente assurdi gli inseguimenti sui mezzi a motore, capaci di sollevare polveri in quantità titaniche.

Non ho ancora visto Punto zero di Richard C. Sarafian, ma, complici i ricordi di un bel video degli Audioslave (Show me how to live https://www.youtube.com/watch?v=vVXIK1xCRpY) che lo cita, per tutto il tempo ho pensato ad un reprise di Peckinpah di quel film: chi può confermare/smentire?
E, comunque, sempre in tema di corsi e ricorsi, The Blues Brothers di Landis, secondo me, qualcosa, a questo di Peckinpah, lo deve, eccome.

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