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Recensione su Contact

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28 settembre 2014

Tratto dal romanzo di Carl Sagan, un bellissimo film di fantascienza che mette in secondo piano gli effetti speciali per affrontare temi interessanti quali, in primo luogo, quello del rapporto tra scienza e fede.
La scienziata interpretata da una discreta Jodie Foster rappresenta la agnostica convinta, che si trova a dover affrontare le stesse argomentazioni che muoveva contro la fede.
Matthew McConaughey è un teologo tanto affascinante di aspetto quanto brillante di mente.
C’è poi il tema del fondamentalismo, che punta a oscurare e distruggere ciò che può rivelarsi una minaccia.
Scienza e fede si intrecciano a più riprese: il film sembrerebbe non volersi schierare nell’annoso dibattito, anche se a mio avviso una certa propensione di fondo verso le ragioni della fede sembra trasparire nello stesso personaggio della protagonista femminile.
Favor immediatamente controbilanciato dall’ideologia che si esplicita relativamente al secondo grande tema della pellicola: quello, assai affascinante, dell’esistenza o meno di altre forme di vita nell’Universo.
Qui non abbracciare la teoria scientifica va contro la ragione e il senso comune e viene infatti fatta propria dagli sceneggiatori con una battuta ricorrente: se non ci fosse nessuno lassù, sarebbe uno spreco di spazio!
Una sceneggiatura che non è esente da alcune falle, tutto sommato però trascurabili.
Curioso l’utilizzo delle immagini di un presidente ancora in carica (Bill Clinton) per il ruolo del presidente degli Stati Uniti, ancor di più considerando che si tratta di un film di fantascienza.
Eccellente l’idea dell’incipit, con la carrellata spaziale accompagnata da un rewind di storia musicale.
Ennesimo film debitore del 2001 di Kubrick, ma tutto sommato si costruisce una sua originalità.

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