Recensione su Confidenze troppo intime

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2 Febbraio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un’altra storia di coppie e di opposti che si attraggono, per un Leconte che, però, mi affascina sempre, perché -sempre- sa inventare nuovi intrecci narrativi, pur modellando situazioni già sperimentate.
Questa, per esempio, complice anche la presenza di Sandrine Bonnaire, mi ha ricordato decisamente il precedente L’insolito caso di Mr. Hire, vuoi per la solitudine (di fondo, gradita) del protagonista, vuoi per il gioco della “finestra di fronte” à la Simenon.

L’inizio della pellicola è strepitoso e mantiene il tono del film sul gradevole andante, con tocchi di vivace commedia degli equivoci, per tutta la prima metà, complice una gran bella caratterizzazione dei personaggi, segretaria compresa.
Dalla seconda parte in poi, la storia si incupisce, assume toni drammatici un po’ soffocanti, dilungandosi leggermente.
La sequenza finale, però, riporta per pochi istanti il registro a quello iniziale, con mio grande compiacimento.

Di questo film ho apprezzato molto le scelte scenografiche: per esempio, lo studio del fiscalista è un guscio immacolato e perfetto nella sua completezza, tanto che egli lo riproporrà tale e quale nella nuova casa. Si è distaccato materialmente ma non psicologicamente dal precedente alloggio, al punto da riprodurlo altrove nella disposizione e della mobilia, perché -egli sottende- i cambiamenti sono necessari, ma solo fino ad un certo punto.

L’inquadratura finale, sintesi della nuova fase della sua vita privata, mi è piaciuta molto: mostra i personaggi, la stanza in cui si muovono e gli arredi della stessa come se si trattasse di una casa di bambole. Voluta metafora o semplice gioco estetico?

4 commenti

  1. schizoidman / 3 Febbraio 2013

    Un film arguto e intelligente che ha i suoi punti di forza nella strepitosa coppia di protagonisti (Sandrine Bonnaire e Fabrice Luchini) e nei dialoghi brillanti, ben assecondati dalla regia di Patrice Leconte, un autore discontinuo che in questo caso, secondo me, ha firmato uno dei suoi lavori più convincenti.

  2. Stefania / 9 Febbraio 2013

    E’ vero: Leconte pecca un po’ di discontinuità. Ma quando “azzecca” la caratterizzazione dei personaggi, fila che è una meraviglia 🙂

  3. tarax / 5 Dicembre 2015

    Visto ieri, ti quoto al 100%! Luchini poi… per lui ho un debole. Attore che può fare di tutto!

    • Stefania / 5 Dicembre 2015

      @tarax: adesso sono curiosa di vederlo ne L’hermine (peccato che ancora non abbia un distributore italiano e che non si sappia se e quando verrà distribuito nei nostri cinema).

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