Recensione su Colors - colori di guerra

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CAPI DELICATI / 2 Agosto 2019 in Colors - colori di guerra

Tra gli anni ’80 e ’90 negli Stati Uniti si viveva una vera e propria ulcera sociale…quella delle bande di strada. Per comprenderne il fenomeno è sufficiente considerare il peso che le gang ebbero nella famosa rivolta di Los Angeles nel 1992.
Nel 1988 Dennis Hopper dirige “Colors”. Originariamente il film trattava il tema dello spaccio di droga per le strade di Chicago. Hopper fece riscrivere il film cambiano località e ponendo l’accento sulla rivalità tra bande. Bella intuizione.

Il film racconta la vita di tutti giorni di due agenti di polizia appartenenti alla C.R.A.S.H. (l’unità speciale per il controllo delle attività delle bande).
Dal punto di vista narrativo il film si preoccupa di fornirci diversi punti di vista con inesorabile distacco. Non c’è mai una morale servita nel piatto. Il giudizio viene sospeso e trattato con freddezza.

Robert Duvall è perfetto come sempre nel ruolo del vecchio saggio con esperienza, così come Sean Penn nell’infiammabile spacca tutto. Coppia da cliché? Si, ma veramente ben assortita.

Molto bella la fotografia policromatica del due volte premio oscar Haskell Wexler.
La colonna sonora è passata da moderna a Kitsch nell’arco di pochissimo ma rende comunque bene il mood di quegli anni.

In definitiva Walter Hill aveva già trattato il tema nel 1979 con “i guerrieri della notte” ma Dennis Hopper con questo “Colors” realizza una sorta di sequel ideale dieci anni dopo.

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