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Recensione su Collateral

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9 giugno 2011

Bel film diretto da Michael Mann che ritorna al thriller dopo il fantastico “Heat” e dopo due incursioni nei film drammatici con “Alì” e “Insider”.
I principali protagonisti sono tre:
il tassista Max, interpretato dal bravo Jamie Foxx (“Ogni maledetta domenica”), incarna l’ideale americano. La persona tranquilla con le sue illusioni che nel film si ritrova catapultato in un mondo non suo e dopo le prime esitazioni emerge alla grande. Esemplare in questo senso la scena del club con Max all’inizio abbastanza a disagio nei panni di Vincent ma che poi inizia a “entrare benissimo nei nuovi panni”.
Vincent, il killer filosofo: è quasi più bravo a parole (con il crollo delle illusioni di Max) che con la pistola.
Infine il terzo protagonista: la città di Los Angeles. Le riprese in digitale e il film esaltano la città che invece che essere solo a margine è la degna terza protagonista del film. Bella la scena del taxi che incrocia i coyote (o lupi che siano); mi ha ricordato un paio di scene descritte da Michael Connelly con protagonista Bosch.
Insomma un bellissimo film con inizio lento per presentare i personaggi e poi inizia il viaggio in taxi con una corsa mozzafiato fino al gran finale. Ed è proprio questo che probabilmente lascia un pò l’amaro in bocca. Ci sono alcuni particolare che stonano un pò e che non cito x non anticipare troppo.

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