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Cold in July

/ 20146.454 voti

Il voto sarebbe un 6.5 / 9 Maggio 2016 in Cold in July

Tratto dall’omonimo romanzo di Joe Lansdale, un thriller un pò particolare.
Richard Dane (Michael “Dexter” C. Hall), un tranquillo padre di famiglia, uccide un ladro che è penetrato in casa sua. La sua vita cambierà completamente, la gente lo accoglie come se fosse un eroe ma c’è il padre del ladro, Ben (Sam Shepard), che lo minaccia.
Prima parte interessante con la minaccia verso Richard e i suoi timori per sè e la famiglia, seconda parte che devia dalla strada iniziale con un complotto che emerge e qualche strana alleanza.
Non ho ancora letto il libro, ma conoscendo Lansdale direi che il suo spirito e le atmosfere vengono pienamente rispettate. Siamo nel Texas orientale, dove uomini e armi convivono; i soliti “guai” che coinvolgono personi comuni (o presunte tali).
Buon cast, oltre ai citati ritroviamo un ottimo Don Johnson nei panni dell’eccentrico investigatore privato (vestito con giacca particolare e cappello alla texana), Vinessa Shaw è la moglie di Richard.

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Bel thriller / 10 Aprile 2016 in Cold in July

Ho letto diversi libri di Joe Lansdale, ma quello omonimo, da cui è stato tratto il film, mi mancava. Tuttavia penso di poter dire che siamo davanti ad un eccellente thriller, che, come spesso capita nelle opere di Lansdale, evolve e sorprende ogni momento che passa. Ottima anche l’ambientazione e il cast, con un fantastico Don Johnson che è sempre un piacere vedere in azione. Ampiamente consigliato.

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Thriller senza infamia, né lode / 9 Dicembre 2015 in Cold in July

(Cinque stelline e mezza)

Di questo film, ho apprezzato il triplice scarto narrativo: ogni volta che la storia mette piede in un preciso solco e sembra esaurirne gli argomenti, voilà, eccone pronto un altro per risvegliare l’attenzione intorpidita dello spettatore.

Detto ciò, la pellicola di Mickle è abbastanza lineare e , tecnicamente, non si distingue per scelte particolari, se non quelle legate ad una colonna sonora che un po’ fuori tempo massimo e senza il fascino rétro, che so, di un Kavinsky pro Refn (vedi, Drive), propone suoni sintetici, da primi anni Ottanta, in un film che, invece, è ambientato alla fine della decade.

Buone ma non indimenticabili le interpretazioni (mamma mia come si sta disfacendo Shepard…), con un Don Johnson divertito nel suo cappellaccio lustro da cowboy.

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Film che fa il suo compitino nulla di più / 31 Luglio 2015 in Cold in July

Tutto sommato gradevole e carino.
La storia di per se è di quelle semplici con tentativi in parte riusciti di colpi di scena.
Il problema è che dopo i 109 minuti ben poco vi rimarrà impresso e ve ne dimenticherete subito.

Piccola menzione al protagonista Michael C Hall un attore molto versatile e espressivo,il suo problema è che ha tirato troppo per le lunghe la serie Dexter e ora come ora la gente ogni volta che vede il suo viso lo identifica con quel personaggio.
E’ successo a tantissimi attori e spero vivamente che lui riesca ad affermarsi anche al cinema.

Consigliato.

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9 Aprile 2015 in Cold in July

Dall’omonimo romanzo di Joe R. Lansdale, una bella delusione:
cominciando dagli attori, che non definisco mediocri no, ma che non mi hanno per niente convinta; per continuare con la regia, che a tratti mi sembrava un qualcosa di amatoriale.
Infatti non so se a farmelo cadere dal cuore siano stata più una cosa o l’altra, tuttavia in molti punti vedevo la qualità calare tristemente.
Non voglio condizionare nessuno per carità, ma ci sono rimasta parecchio male perchè attendevo una trasposizione del mio caro texano :/
Ovviamente intrigo pazzesco, ma del resto conoscendo l’autore non mi aspettavo nulla di meno.
Attendo un altro tentativo cinematografico.

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5 Dicembre 2014 in Cold in July

Cold in July è assieme a The Guest il film che ho preferito fra tutti al Festival di Torino ma non è il migliore, in questo caso infatti vi rimando alla recensione di ’71. Il motivo per cui ho preferito The Guest e Cold in July agli altri va ricercato nella loro natura. I due film in questione infatti uniscono una massiccia dose di comicità frizzante a momenti profondamenti tragici. Prendiamo in particolare Cold in July, oltre ad essere l’opera maggiore di Jim Mickle nonché il suo capolavoro (almeno ad oggi) è il film che più di tutti rispecchia la mia visione di cinema: brillante, dalla regia prepotente e dalla trama avvincente, Peckinpahchiano, dallo spiccato uso del ralenti durante le sparatorie e con dei protagonisti crepuscolari, Cold in July è semplicemente fantastico. Tratto dal romanzo omonimo, scritto da Joe R. Lansdale, l’opera diretta da Mickle spazia fra più generi, si passa dal noir al film d’azione per approdare infine, finalmente, al western come lo concepiva quel vecchio pazzo di Sam Peckinpah. Cold in July quindi è divisibile in più parti, non si fossilizza su un genere in particolare ma si muove in più direzioni. La prima parte del film è inquietantissima: una famiglia Texana vive tranquillamente la propria vita ma la propria esistenza viene turbata dall’intrusione di un criminale in casa propria. Una notte, infatti, il pater familias Richard (Michael C. Hall) sente dei rumori, afferra la propria pistola e scende a controllare. Coglie così in flagrante un ladro, gli spara ed uccide il bastardo. C’è tutta l’america in questi primi dieci-quindici minuti, abbiamo l’invasione del domicilio, la proprietà privata violata ed il dramma familiare evitato. La polizia sostiene che si tratti del ricercato Freddy Russell, un delinquente da strapazzo, ed archivia tutto come legittima difesa. Richard, è un corniciaio di paese e fa fatica a reintegrarsi nella vita di tutti giorni, è turbato ancor di più dall’arrivo in città del padre di Freddy, tal Ben (Sam Shepard), il quale minaccia il nucleo famigliare in più occasioni. La prima parte del film si conclude con il tema della vendetta e con un clamoroso colpo di scena: si scopre che Freddy non è morto, la famiglia di Richard è stata usata come esca perché la polizia voleva catturare Ben. Da questo momento nascerà un’alleanza fra Ben e Richard, i quali scopriranno che l’uomo a cui ha sparato non è il figlio di Ben e decidono di scoprire la verità. Nella seconda parte, più divertente e meno inquietante, fa il suo ingresso il mitico DON JOHNSON nei panni di un detective privato ed allevatore di maiali. L’ingresso di Don Johnson
è esilarante, tamarro, sublime: musica country in sottofondo, poster con una pin-up da incorniciare nella mano destra, cappello da
cowboy. Insomma Don Johnson è stereotipato al massimo ed incarna il Texano tipo. Il suo personaggio addolcisce l’opera che resta
sempre tesa, pulp, nera come la pece, un picco continuo. Jim Mickle non abbassa mai la guardia, il regista anzi fornisce una profondità emotiva e psicologica che non ti aspetti in un film di questo tipo. I protagonisti sono crepuscolari, sembrano usciti fuori da un film di Peckinpah, sono pronti a tutto pur di raggiungere il proprio obiettivo e non hanno paura di morire.

Sintetizzatore a manetta, un montaggio ed una regia impeccabili, una fotografia accuratissima, recitazione da brivido, sono questi gli ingredienti di Cold in July, un’opera genuina che unisce l’azione all’ironia, è intrattenimento spettacolare degno del vecchio e caro cinema a stelle e strisce ma attenzione questo tipo di prodotto strizza l’occhio anche e soprattutto al revenge movie alla Park Chan-wook. Tensione, Dixie Mafia, snuff movie e tante tante sparatorie sono le ciliegine sulla torta chiamata Cold in July. Un signor film, spettacolare come pochi, segnatevelo da qualche parte e andate a vederlo quando esce.
Se esce.

DonMax

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