Recensione su Coco avant Chanel - L'amore prima del mito

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10 Febbraio 2014

Intimo ritratto della rivoluzionaria Coco Chanel, donna orgogliosa ed austera, sfrontata e intraprendente, lontana anni luce dalle signore del suo tempo.

La storia è ambientata in una Francia di fine ‘800 ancora intrappolata negli eccessi kitsch dell’Art Noveau, dove ai ricchi piace ostentare i patrimoni e il corpo femminile non è stato libero da bustini e stecche di balena.
Ma a Coco non frega niente. Lei se ne va in giro nel castello del primo dei suoi tanti amanti, vestita come un uomo, tra lo stupore e lo sdegno delle madame agghindate come bomboniere.

Peccato solo che il film si concentri poco sulla figura professionale di colei che rivoluzionò la moda, come mai nessuno prima, rilegando ad un mero contorno il suo occuparsi di sartoria che risultò successivamente epocale. Indispensabile per il nostro modo di vestire attuale.

Anne Fontaine racconta con eleganza ma con noia la storia di una donna, più che di una stilista, del suo essere diversa e unica, caratteristiche che l’hanno trasformata in una figura cardine del nostro secolo, assegnando il difficile ruolo di Coco Chanel alla talentuosa Audrey Tautou che ha saputo tener testa ad un compito tanto arduo.

Il film è un lento scorrere di minuti in cui c’è ben poco da ricordare, se non la sequenza finale che vale tutto il biglietto. Audrey Tautou in quella manciata di tempo sembra la vera reincarnazione di Chanel. E’ qualcosa da togliere il fiato. Ma per il resto… niente di speciale.

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