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Recensione su City Island

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23 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Yeppa, è una commedia ammmerigana a costo basso e un po’ fuori dal flusso principale, e che tutti recensivano che ci stesse dentro abbastanza. L’ho vista in una sala del mio multisala di qua, che ha qualità assai perché è un multisala che da soprattutto i filmini, per restare al lessico usato sopra. In una sala, dicevo, che nemmeno sapevo esistesse, infatti per trovarla mi son perso – ma non c’era un muro lì? – e non con dei sedili ma praticamente con dei divanetti a due posti, meglio del mio divano. Dei divani da pomicio, senza tanti giri di parole. Beh, inutile dire che, visto che ci sono andato da solo, io ho guardato il film. Non è vittimismo eh, non qui, questo è solo per dire che eran davvero comodissimi *_*
City Island è nel film questo sobborgo di New York che è nel Bronx però è contemporaneamente tutto sulla costa, un ex-borgo di pescatori, dove vive la famiglia di Andy Garcia. Il sobborgo è nettamente separato dal resto della città, ci si conosce tutti e cazzi e mazzi. E la vita scorre tranquilla. Ognuno dei componenti della famiglia ha i suoi segreti di cui gli altri vengono tenuti all’oscuro. Andy è guardia carceraria che sogna di diventare attore e così via. Il migliore è il figlio pischello che va su internet a smanettarsi guardando i siti delle ciccione, e ha un’infatuazione per la sferiforme vicina di casa. Tutto il castello di bugie di varie dimensioni crolla quando Andy si porta a casa un detenuto, dopo aver scoperto dagli archivi che è suo figlio. Sarà il figlio, inconsapevole, a scoprire uno dopo l’altro i segreti di tutti, fino al finale con la resa dei conti. Pugni, pianti, abbracci, riconoscimento del figlio perduto alla maniera plautina, we’re all very emotional e, oh, quanto sono comodi questi divanetti.
Bravi soprattutto gli attori a delineare i personaggi e un più alla figlia (che è la figlia vera di Andy anche fuori dalla sala coi divanetti) perché è una strappona (ok, di viso un po’ meno, ma che volete, oh -.-). That’s entertainment!
Per dovere di cronaca, leggo che è strappone anche il detenuto, giusto per le signorine, dunque è un film consigliato a tutti 😀

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