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Recensione su Cinquanta sfumature di grigio

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Un orrore / 26 gennaio 2016 in Cinquanta sfumature di grigio

Ieri sera ho visto questo capolavoro cinematografico, tratto da un altro capolavoro, quello letterario. Un orrore. Se il libro fa schifo, questo film lo supera addirittura, stupido, banale, insipido, da non meritare nemmeno lo schermo, figuriamoci quello della prima serata.
Da una parte però c’è da dargli un’attenuante, in fondo come ho scritto sopra è stato tratto da uno dei peggiori best-seller dell’ultimo decennio e non ci si poteva aspettare di meglio, non si poteva pensare a dialoghi profondi e filosofici che “Io non faccio l’amore. Io scopo. Forte”(hai capito…mecojoni!) o “Ho una domanda da farle: cos’è un dilatatore anale?”, non si poteva sperare in una sceneggiatura che non fosse banale e stereotipata(la classica ragazza ingenua con tanto di gambe pelose che si trova per caso tra le braccia del bello, ricco e dannato) o in una scenografia che non fosse fintamente patinata.
Gli attori protagonisti, la figlia d’arte Dakota Johnson, nata dall’unione tra l’affascinante Don Jonhson e la sciroccata(perlomeno a me ha sempre dato quell’impressione) Melanie Griffith e lo sconosciuto (a me) Jamie Dornan(chissà se Maria de Filippi l’ha visto, sono sicura che lo scritturerebbe subito come tronista per la sua popolare trasmissione “Uomini e donne”) inespressivi quanto le mie ciabatte e soprattutto senza un minimo di sex appeal, che per un film del genere è un requisito fondamentale(ciò mi fa fortemente dubitare di coloro che hanno scelto il cast). Non si spiega nulla della perversione, del rapporto sado-masochista, è soltanto il nulla fatto film.
Consiglio(ovviamente per chi vuole) la visione di “Secretary” che tratta lo stesso tema ma in modo un po’ più “scanzonato”.

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