Recensione su City of God

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22 Giugno 2012

Dare una pistola in mano a un bambino e scoprire la sua innata, innocente capacità di uccidere a sangue freddo…
E’ ciò che accade a City of God, favela di Rio de Janeiro… dove il mestiere più semplice è il crimine e dove si comincia a praticarlo fin da giovanissimi…
Due destini diversi, quello di chi vuole diventare il boss del quartiere e quello di chi prova a scappare da un futuro apparentemente ineluttabile…
Affresco realista e potente della vita disagiata dei ragazzi delle favelas, quando il crimine più che necessità diventa un costume sociale, una prerogativa dell’appartenenza ad un determinato mondo. Il film è una denuncia alla corruzione della polizia e al disinteresse verso questi mondi da parte del resto della civiltà, che si preoccupa delle favelas solo in occasione di gravi, efferati crimini.
Tratto da una storia vera, un film ben girato, che mischia piccoli scorci di pop art alla crudezza del resoconto sociale e alla violenza di azioni difficilmente concepibili da chi non fa parte di certi mondi.

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