Soffocare

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Soffocare

Tratto dall'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk. Un delinquente affetto da dipendenza da sesso trova il modo di pagare le cure mediche alla madre malata giocando sulla compassione del prossimo, che, vedendolo soffocare ogni sera in un ristorante diverso, gli salva la vita e si sente in obbligo di diventarne il suo salvatore e benefattore
thomasanderson ha scritto questa trama

Titolo Originale: Choke
Attori principali: Sam RockwellAnjelica HustonKelly MacdonaldBrad William HenkeClark GreggBijou Phillips, Gillian Jacobs, Jonah Bobo, Paz de la Huerta, Viola Harris, Joel Grey, Heather Burns, Matt Gerald, David Fonteno, Kate Blumberg, Matt Malloy, Isiah Whitlock Jr., Mary B. McCann, Peggy Pope, Suzanne Shepherd, Judith Roberts, Yolonda Ross, Chuck Palahniuk
Regia: Clark Gregg
Sceneggiatura/Autore: Clark Gregg
Colonna sonora: Nathan Larson
Fotografia: Tim Orr
Costumi: Catherine George
Produttore: Mary Vernieu, Beau Flynn, Tripp Vinson, Johnathan Dorfman, Temple Fennell, Gary Ventimiglia, Derrick Tseng, Mike S. Ryan
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 92 minuti

2 Aprile 2015 in Soffocare

Sembrerebbe che le storie di Chuck Palahniuk siano totalmente fuori dalle mie corde e se Fincher era riuscito a farmi apprezzare un pelo di più Fight Club grazie alla sua bravura registica, Choke è piuttosto piatto da questo punto di vista. E’ ovviamente godibile, una commedia nera che si lascia seguire, ma a fine visione rimane ben poco. In primis, perchè queste storie assurde di Palahniuk hanno il risultato di irritarmi e poi perchè il film manca di quei guizzi qua e là che possano imprimere la pellicola in testa. La faccia da schiaffi di Sam Rockwell è adeguatissima, il cast è bravo, le scelte musicali sono azzeccate (ma forse ad un film del genere avrebbe giovato un OST più presente) ma alla resa dei conti al film manca il mordente sufficiente per farmi mandar giù la trama.

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23 Dicembre 2012 in Soffocare

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Che era anche uno dei pochi libri di Palhaniuk (non so dove va l’h, non mi interessa grazie) che ho letto. Ma già nel libro in effetti ci stava troppa, troppa roba, come spesso accade in quella specie di stile suo che procede per accumulo di perversioni. Il che è divertente, ma ridurlo al figurativo viene un casino. E infatti il film è un po’ un casino, nonostante segua fedele la traccia del libro. Victor (che è Sam Rockwell, ho capito che Sam Rockwell è bravo, un più a Sam Rockwell e fiducia per il futuro) soffre di dipendenza da sesso, ma sta frequentando i sessuomani anonimi per smettere. Finisce a scopare dappertutto con chiunque (-.- beato lui, ma vabbè, taccio). Fiancheggiato da un amico, sessuomane pure lui, che parte a masturbarsi senza neanche più accorgersene. Il titolo deriva dal fatto che Victor, per integrare il suo stipendio da figurante in un parco tematico sulla vita nel diciottesimo secolo, gira per ristoranti fingendo di stare per soffocare per un boccone di traverso. Così qualcuno, perché ci sarà sempre qualcuno, potrà salvarlo, e sentirsi un eroe. E, riconoscente nell’inconscio perché si è sentito per una volta nella sua pallida vita un eroe salva vite umane, mandargli ogni tanto dei soldi a casa. Completa il tutto Anjelica Houston, madre malata ormai di mente in un ospedale psichiatrico, che riconosce tutti tranne suo figlio, e tutti in suo figlio. La trama è intrecciata con i flashback sull’infanzia di Vic con questa madre a metà tra l’hippie e il folle totale, che lo rapiva in continuazione dalle famiglie a cui era stato dato in affido. Per cui ovvio che lui sia cresciuto un po’ storto. Ah, e forse lui è una specie di clone di Gesù Cristo.
Forse ho detto quasi tutto.
Un casino, il film in sé divertire diverte ma venuto non è. Anche se la volgarità è usata, uhm, davvero niente male per colpire, tramite Vic e il suo anticonformismo bulleggiante, quell’immagine di America sana e tranquilla e buonista che poi invece nasconde del marcio appena sotto la superficie. Non si arriva mai davvero a un dunque e tutto viene fagocitato dal rapporto con questa madre. Che tanto è matta. Magari è il nocciolo ma è la parte più lunga, e noiosa, dell’intera nespola.
Nespola?
‘zzo vuoi, a me è venuta in mente la nespola.

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Manuale del “Come non bisogna fare il regista” / 2 Ottobre 2012 in Soffocare

Leggete Soffocare di Palahniuk e ne riparliamo. Non vorrei mai aver saputo dell’esistenza di questo film. E ringraziasse il cielo di aver preso 4 stelle solo per essere tratto da un libro di Chuck.

Film divertente ma ben fatto / 19 Maggio 2011 in Soffocare

Si tratta di una commedia ma allo stesso che fa riflettere e poi la sceneggiatura è davvero gradevole. Bravi gli attori in primis Angelica Huston

2 Marzo 2011 in Soffocare

La voce narrante in questo film è fondamentale.
Fondamentale perchè Chuck Palahniuk, autore del libro da cui è tratto, scrive in una maniera superba : dare modo allo spettatore di entrare nella testa del protagonista usando la voce narrante è indispensabile a capire che genere di persona abbiamo di fronte.
Il film è divertente, è una commedia atipica, decisamente irriverente e dalle tematiche piuttosto scabrose….inevitabile visto che il protagonista ha “qualche” problemino con la sua sessualità. Anche il linguaggio risulta perciò disinibito e i dialoghi sono sempre acuti e divertenti. Questa non è davvero la solita stupida commedia americana, è qualcosa di diverso, una comicità più intelligente, quindi non aspettatevi battute alla “american pie” o scene alla “porki’s” questa è tutta un’altra faccenda: chi conosce Palahniuk lo sa molto bene. Del resto ce l’avete presente Fight Club?

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