Il caso Kerenes

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Il caso Kerenes

Una signora di mezza età, facente parte della borghesia rumena, tenta di salvare il figlio trentaduenne dal carcere, quando questi viene accusato di aver investito ed ucciso una persona.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Poziţia copilului
Attori principali: Vlad IvanovVlad IvanovLuminița GheorghiuLuminița GheorghiuBogdan DumitracheBogdan DumitracheFlorin ZamfirescuFlorin ZamfirescuMimi BrănescuMimi BrănescuTania Popa, Adrian Titieni, Ilinca Goia, Teodor Corban

Regia: maschioCălin Peter Netzer
Sceneggiatura/Autore: Răzvan Rădulescu, Călin Peter Netzer
Fotografia: Andrei Butica
Produttore: Ada Solomon, Călin Peter Netzer
Produzione: Romania
Genere: Drammatico
Durata: 104 minuti

Dove vedere in streaming Il caso Kerenes

19 Febbraio 2014 in Il caso Kerenes

Dopo Quattro mesi, tre settimane e due giorni (e dopo Oltre le colline..ma questa aggiunta è sulla fiducia, per ora) il cinema rumeno si fa sentire con questo film che l’anno scorso ha convinto la giuria del Festival del cinema di Berlino ed ha ottenuto l’orso d’oro.
Il merito, sopra ad ogni altro aspetto, va alla protagonista, una madre ossessiva e incapace di ammettere una qualsivoglia forma di libertà ed indipendenza nella vita del figlio, una donna dal carattere all’apparenza forte e deciso, anche subdola, perchè nasconde questa sua ossessione per il controllo dietro ad una valanga di “consigli” che sciorina al figlio ed alla sua compagna. Non ha paura di addentrarsi nella privacy del figlio, arrivando ad ascoltare particolari intimi in maniera morbosa (in una scena addirittura si insinua il sospetto di un rapporto incestuoso), lo vuole sotto la sua protezione, anche nel momento in cui dovrebbe dargli spazio.
Il suo atteggiamento è sfrontato, sicuro di sè, di fronte al marito, alla cameriera ed anche alla polizia e sembra l’abbia portata a fare terra bruciata intorno a sè. Il marito è lontano e sarcastico, succube per certi versi, disinteressato per altri.
L’inizio richiama alla mente scene viste in Melancholia e Festen, con un’ostentazione fredda del lusso e del benessere che circonda questa donna, che da un momento all’altro viene coinvolta in un evento che rischia di sottrarle il figlio.
Per proteggerlo farà di tutto, limitando anche le possibilità di azione del figlio, che appare un pò come un bambolotto incapace, confuso, un mammone senza speranza e senza spina dorsale almeno fino a quando non trova la forza di affrontare la madre.
Il film alla fine trova schiettezza, non perdona, non si cala nel buonismo ma punta alla trasparenza ed alla sincerità e non si può dire che non sia rappresentativo di una situazione più generalizzata, meno particolare di quella di una famiglia.
La storia è scritta bene, in maniera asciutta e intensa.

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Nebbie / 6 Gennaio 2014 in Il caso Kerenes

Bucarest. Una ricca casa borghese, gente elegante e distinta partecipa alla festa di compleanno di Cornelia Kerenes, un architetto sessantenne ben introdotto nella società che conta. Atmosfera rilassata e ridanciana. Sulle note di “Meravigliosa creatura” la festeggiata balla con il marito. Non è certo un modello di grazia né di eleganza, è rigida come uno stoccafisso, ma la cosa che si nota di più è il suo sguardo autoritario, arrogante. E un sorriso che sembra finto, come di cartone.

Stazione di polizia, periferia di Bucarest. Interno disadorno, anonimo. Una donna piange sommessamente. È seduta scomposta in una panchina. Ha accanto due bambini. Piangenti. Entrano due donne, intabarrate in costose pellicce. Entrambe parlano animatamente al telefonino, non facendo minimamente caso a chi sta loro intorno; si dirigono verso una porta parzialmente socchiusa. Una delle due donne è Cornelia. Ha appena saputo che il figlio ha travolto e ucciso con la sua auto un ragazzino. E adesso lo stanno interrogando. Forse lo condanneranno. Cornelia è decisa a smuovere mari e monti, anche a fare un patto col diavolo, perché questo non accada.

Dalla Romania un altro ottimo film. Il dramma che sconvolge la vita di una ricca famiglia borghese è reso benissimo. Lo scavo dei caratteri è meticoloso, la sporcizia morale della società vien fuori come uno schiaffo. Nessuno ne è esente.
Ma è Cornelia, il suo personaggio, il fulcro su cui gira tutto il film. È talmente vera, con tutte le sue contraddizioni, con tutta la sua forza, la sua arroganza, il suo carisma, che sembra quasi di vederla uscire fuori dalla sceneggiatura e, come un personaggio di De Unamuno, discutere con il regista. Imponendogli le sue decisioni.
Orso d’oro a Berlino 2013
qui la “colonna sonora”.

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