Recensione su Chicken Little - Amici per le penne

/ 20055.5199 voti

26 maggio 2011

Vecchia recensione (andavo a vedere veramente laqualunque, anni fa!), risalente al dicembre 2005:

(…) Il plot della storia è abbastanza semplice, imperniato su concetti chiave un po’ abusati nelle produzioni di genere: il perdente di turno capace di exploit impensati, l’ammirazione del pubblico che va dove soffia il vento, spalle stereotipate ma simpatiche. Soprattutto, tanti buoni sentimenti, come vuole la tradizione disneyana, anche se -vista la reazione perplessa di alcuni bambini in sala, spesso distratti e annoiati- viene da pensare che, al di là della confezione zuccherosa, questo genere di produzioni sia ormai più facilmente fruibile da un pubblico più maturo.
L’obiettivo puntato insistentemente sul desiderio del pulcino di catturare l’affetto del padre rende stucchevoli alcuni passaggi, appesantendo un po’ la trama.
Le citazioni abbondano e la lettura si fa leggermente complessa: come accade da qualche tempo (Mars attacks! e Gli incredibili, solo per citare alcuni esempi più o meno recenti), si strizza l’occhio ai fabolous 50’s.
La scelta dei colori pastello e la stilizzazione dei personaggi volge nostalgicamente lo sguardo ai bei corti animati della seconda metà degli anni ‘40, e richiama le illustrazioni di Tony Wolf, con cani antropomorfi e leopardi dinoccolati, dalle grandi teste pelose.
La fuga nel campo di granturco sta a metà strada tra Signs e L’uomo dei sogni, le angherie in ambito scolastico degli altri cuccioli nei confronti del pulcino richiamano i teen movies statunitensi, la pecoraggine dei concittadini ha perfino echi orwelliani.
Senza contare la scoppiettante colonna sonora, in cui i brani originali interpretati da Giò Di Tonno e Linda si alternano a classici dei R.E.M., Gloria Gaynor e Bee Gees.

(…) La voce dell’occhialuto pulcino è affidata al comico dello Zelig televisivo Gabriele Cirilli, inaspettatamente azzeccato. Incolore, invece, la prova di Walter Veltroni impegnato a dar la voce a quell’ottuso tacchino del sindaco.
Nel complesso, un prodotto molto simpatico, ammiccante, spensierato. Ma lontanissimo dalla poesia dei grandi classici, nonostante la dedica al maestro Joe Grant, recentemente scomparso, indimenticato papà di Dumbo.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext