Recensione su Cheatin'

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Cuori sotto shock. / 29 Maggio 2014 in Cheatin'

L’arte animata di Plympton non si riduce alla mera messinscena di pregevoli virtuosismi grafici dal taglio caricaturale, ma sfrutta la materia bidimensionale del disegno animato tradizionale per generare un universo tanto complesso, sia dal punto di vista fisico che emotivo, da travalicare perfino la terza dimensione, sconvolgendo la trama cartesiana del mondo, immaginando curvature terrestri improbabili, sfidando le leggi della fisica e quelle della statica delle costruzioni, corrompendo le leggi di natura: il character design, enfatizzando in maniera ipertrofica l’anatomia dei personaggi, per esempio, contribuisce a definire e un secondo dopo a distruggere i confini materiali dei corpi, facendoli implodere, esplodere, ricomponendoli, mutandone le proporzioni, ma mantenendoli sempre riconoscibili, vivi, palpitanti.

Il palese sforzo in fase di realizzazione di Cheatin’ che, talvolta, si traduce in sfondi estremamente semplificati, non è altro che valore aggiunto ad un’opera che ha il sapore dell’unicuum di matrice artigianale, irriproducibile, certosino.

Una delle sequenze che mi ha maggiormente colpito per intensità espressiva e valore allusivo è quella dell’innamoramento della ragazza: seduta su una panchina, ancora scossa dall’incontro con il bel fusto, ella osserva il mondo muoversi sulle ali dell’amore ed ecco che un delizioso amorino le si appressa domandandole del suo cuore. Questo, celatissimo entro il petto della ragazza, è più piccolo di una moneta, ha un volume troppo limitato per ospitare una profonda emozione. L’amorino, quindi, conduce la ragazza in una clinica speciale in cui il piccolo cuore, subendo un’operazione, potrà avere buone speranze di migliorare le proprie “prestazioni”.
Poesia.

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