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Recensione su Che bella giornata

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6 aprile 2011

Checco Zalone si conferma anche con il secondo film come un bravissimo comico, ottimo nella parte dell’ingenuo (ci è o ci fa?). Stavolta prende di mira gli arabi e il rapporto tra culture diverse (ovviamente alla sua maniera, con alcune battute folgoranti). Il film è divertente e, rispetto ad altri film di comici da cabaret, non è un insieme di sketch ma ha una storia.
I rapporti tra Checco e il colonnello dei Carabinieri (Ivano Marescotti, già preso di mira da Checco nel primo film) assomigliano a quelli tra l’ispettore Clouseau e Dreyufs nella saga della Pantera Rosa. Alcune scene estremamente divertenti come la scena in Puglia con nonna Rosa (quella della luce) e quando Farah è febbricitante, la risposta folgorante di Checco alla telefonata del fratello di Farah. Forse rispetto al primo ci sono un pò meno canzoni anche se “L’amore non ha religione” è molto carina.
Nella prima parte del film nei panni del vescovo troviamo Tullio Solenghi (e vedendolo mi fa sempre venire in mente la parodia dei Promessi Sposi da parte del Trio), mentre nella seconda c’è il cammeo di Caparezza nei panni di sè stesso.
Insomma un bel film divertente e irriverente con il quale Checco Zalone ha fatto ancora centro.

2 commenti

  1. tiresia / 6 aprile 2011

    visti solo 16 minuti, di rara sciatteria

  2. VixLaRox / 24 aprile 2012

    gli do la sufficienza solo per Caparezza che canta “non amarmi”.

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