Recensione su Io sono Mateusz

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21 Aprile 2020

Io Sono Mateusz è il racconto, senza troppe melensaggini, di un ragazzo affetto da una paresi cerebrale e anche, secondo i medici, da ritardo mentale. Il film comincia subito con un flashforward di 25 anni che mette a conoscenza lo spettatore della capacità di intendere e di volere di Mateusz ma che non svela la totalità dell’epilogo. Ottimo l’utilizzo del narratore interno – che poi è Mateusz – che dosa perfettamente le parole da dire, non comportandosi da spiegone e lasciando anche parlare le immagini. Non trattando, di fatto, lo spettatore come un completo idiota. La regia pulita e precisa di Pieprzyca gestisce perfettamente le tempistiche delle singole inquadrature regalando sequenze particolarmente toccanti. Fotografia freddissima che descrive la drammaticità di una condizione umana, fisica e psicologica, sia per Mateusz che per la sua famiglia. Interpretazione del giovane Ogrodnik da inchino, una prova di dedizione e professionalità come non se ne vedevano da anni. Pellicola polacca calibratissima che non cerca la compassione o la pena del pubblico ma anzi lo sprona a vivere e ad amare con tutta la forza.

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