Recensione su Momenti di gloria

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13 Aprile 2015

Conosciuto più per la celeberrima colonna sonora di Vangelis che per il suo contenuto, Chariots of fire è un bel film storico-sportivo, che cerca a tutti i costi di far presa sull’emotività dello spettatore raccontando la storia di due diversissimi atleti britannici, un cattolico e un ebreo, alle Olimpiadi di Parigi del 1924.
E c’è da dire che ci riesce con buoni risultati, anche se non senza compromessi: la distorsione romanzata di quella che, in ogni caso, resta una bellissima pagina di sport (soprattutto per il Regno Unito, anche se lo sceneggiatore ha il grande merito di infondere una sorta di empatia universale).
Il regista Hugh Hudson, che arrivava dal mondo della pubblicità, non se la cavò per niente male, proponendo scene memorabili (vedi l’allenamento sulla spiaggia iniziale, sulle indimenticabili note di Vangelis) e in generale dimostrandosi a suo agio con il format della regia sportiva (seppur con l’utilizzo di strumenti non troppo originali, in primis il ralenti).
Film co-prodotto da Dodi Al-Fayed, l’uomo che diventerà il compagno di Lady Diana per poi condividerne la tragica fine.
L’attore che interpreta il religiosissimo atleta scozzese Eric Liddell, Ian Charleson, era omosessuale e morì di Aids a una decina di anni dall’uscita del film. Fu anche tra i primi personaggi celebri nel Regno Unito a voler rendere nota la sua malattia dopo la morte, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento.
Un trionfo agli Oscar 1982: miglior film, sceneggiatura originale, colonna sonora di Vangelis e i costumi della torinese Milena Canonero, che già aveva trionfato nel ’76 con Barry Lyndon di Kubrick.

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