Recensione su Hunger Games: la ragazza di fuoco

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Meglio il primo / 15 Dicembre 2013 in Hunger Games: la ragazza di fuoco

Come già detto nella recensione del primo film, non ho letto i romanzi della Collins e quindi la mia opinione rimane ancorata esclusivamente alla pellicola.
Dopo aver apprezzato il primo modesto capitolo, ho sinceramente notato un discreto passo indietro in questa seconda pellicola, più o meno sotto vari punti di vista.
Uno dei temi portanti di Hunger Games, l’immagine e lo spettacolo usato come mezzo per sopravvivere e per difendersi da un regime quasi dittatoriale, in questo film è totalmente messo da parte. Un altro esempio è la storia, che di fondo è strutturalmente troppo simile al precedente capitolo (introduzione, chiamata ai giochi, allenamenti, presentazioni, giochi veri e propri). Nella prima parte vengono nuovamente introdotte le stesse situazioni e gli stessi “riti” degli Hunger Games (dalla prova individuale all’intervista in pubblico). Una scelta forse necessaria per presentare i nuovi personaggi e per approfondire i vecchi, ma che a mio parere ha contribuito a rendere la pellicola troppo prevedibile, almeno inizialmente.
Cambia invece, negativamente a mio avviso, la struttura dei giochi. La tragedia di togliere la vita ad un essere umano per obblighi di sopravvivenza che viaggiano a cavallo tra l’egoistico e il giusto, qui risulta superficiale e molto meno marcata rispetto al primo film.
In compenso i personaggi sono più caratterizzati rispetto al precedente capitolo e l’epilogo lascia comunque sperare per un gran finale dignitoso.

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