Carnival of Souls

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Carnival of Souls

Dopo un drammatico incidente automobilistico di cui è l'unica superstite, Mary trova lavoro come organista in una chiesa, ma la sua psiche è stata duramente colpita dall'evento. Sulla strada di Salt Lake City, dove inizierà a lavorare, Mary devia in direzione di un padiglione abbandonato: qui, la ragazza intravede il viso di un uomo che inizierà ad ossessionarla.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Carnival of Souls
Attori principali: Candace HilligossCandace HilligossfemminaFrances FeistmaschioSidney BergerArt EllisonArt EllisonmaschioStan LevittTom McGinnis, Forbes Caldwell, Dan Palmquist, Bill de Jarnette, Steve Boozer, Pamela Ballard, Larry Sneegas, Cari Conboy, Karen Pyles, T.C. Adams, Sharon Scoville, Mary Ann Harris, Peter Schnitzler, Bill Sollner, Reza Badiyi, Ed Down, Herk Harvey, Wayne Shmille, Mostra tutti

Regia: maschioHerk Harvey
Sceneggiatura/Autore: John Clifford
Colonna sonora: Gene Moore
Produttore: Herk Harvey
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller, Horror
Durata: 78 minuti

Dove vedere in streaming Carnival of Souls

Le origini del film horror / 7 Ottobre 2017 in Carnival of Souls

Carnival of Souls venne bollato come b-movie al suo esordio, senza immaginare quale influenza avrebbe potuto avere sulle sul futuro del cinema horror. L’opera low budget di Herk Harvey ha un’atmosfera eterea, con il tono classico da episodio di Ai Confini delle Realtà. È il primo film ad aver introdotto alcune caratteristiche che diverranno l’esoscheletro della cinematografia dell’orrore, riscontrabili tutt’oggi. Romero deve essersi ispirato agli spiriti del film per concepire il primo modello di zombie nel suo Night of the Living Dead, con trucco nero molto pesante intorno gli occhi, viso pallido e occhi spiritati.
L’inseguimento finale, persecutorio, richiama il tormento che affliggerà non solo le vittime dei “morti viventi” di Romero, ma diverrà elemento che contraddistingue le fughe disperate degli innocenti dai loro “demoni” ogni pellicola horror, soprattutto per il dinamismo delle inquadrature, frutto di una cinepresa del cinema indipendente, laddove le idee migliori giungono quando il genio ha delle limitazioni economiche e ristrettezze nei mezzi a disposizione.

Al di là delle (ipotetiche) influenze che Carnival of Souls può aver avuto sui maestri dell’horror, il film soffre comunque di una certa lentezza che non lo rende facilmente digeribile agli spettatori più abituati all’azione. È inoltre un film dal finale prevedibile, data la natura primordiale di un genere che è sostanzialmente stato creato da questa pellicola, ed è un’espediente narrativo ormai usurpato da miriadi di film appartenti alla stessa corrente.
Merita comunque di esser visto da tutti gli amanti dei cult movies, per scoprire le origini del cinema horror.

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Capolavoro poco conosciuto / 23 Novembre 2016 in Carnival of Souls

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Carnival of Souls è un curioso e misconosciuto horror psicologico indipendente mai doppiato in italiano. Un piccolo gioiellino nascosto e invisibile dove l’orrore è tutto nell’atmosfera gelida e inquietante. Una di quelle scoperte che mi invogliano a spulciare filmografie sui vari libri e siti di cinema alla ricerca di chicche simili.

Un racconto gotico americano ambientato nel deserto dello Utah e in un sinistro parco divertimenti abbandonato (abbandonato?).

Una ragazza sopravvive non si sa come a un incidente automobilistico. L’auto su cui viaggiava precipita da un ponte e finisce nel fiume sottostante. Il mezzo non viene più ritrovato, così come le altre due passeggere. La protagonista viene invece ritrovata ore dopo immemore di come abbia fatto a salvarsi.

Una settimana dopo si trasferisce a Salt Lake City, assunta per suonare l’organo in una chiesa, ma comincia a essere perseguitata da incubi, visioni di una figura macabra, e manifesta una strana attrazione verso un padiglione abbandonato, un vecchio parco divertimenti in mezzo al deserto…

Il film è pregno di scene sempre più inquietanti e surreali, trasportando lo spettatore in una dimensione aspaziale e atemporale da cui è difficile districarsi, almeno fino alla rivelazione finale, per certi versi abbastanza intuibile.

Straordinaria opera, ancora più incredibile se si pensa che è la prima (e anche unica) del regista, autore di cortometraggi e documentari. Un film passato inosservato e ignorato dal pubblico al momento della sua uscita cinematografica assolutamente da riscoprire.

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1 Marzo 2011 in Carnival of Souls

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

E’ surreale che questo film, uscito nel lontano 1962, sia stato trasmesso in PRIMA VISIONE solo ieri! Ma insomma, perchè devo sorbirmi in continuazione film o filmetti che fanno girare la loro debole trama attorno al topic del fantasma che non si rende conto di essere morto (e di conseguenza, passa due ore a terrorizzarsi quando gli altri spiriti cercano di entrare in contatto con lui, per poi arrivare alla consapevolezza del fatto di essere sotto terra da un pezzo) quando questo è forse il capostipite del genere? Anzi, nonostante le ovvie lacune in fatto di effetti speciali e la recitazione un pò manierata, è riuscito a crearmi quell’ansia, quello stato di aspettativa che neanche “The others” nei momenti migliori. Gli spiriti che emergono dalle acque del lago si meritano una stelletta a testa, un’altra deve andare allo sguardo della protagonista, due occhi così allucinati che non oso chiedermi quanto collirio hanno dovuto sopportare. Film d’atmosfera, di suspence e molto gotico, ce ne fossero al giorno d’oggi!

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