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Recensione su Carnera: The Walking Mountain

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22 febbraio 2011

Va beh che la pubblicità è l’anima del commercio, ma il battage pubblicitario che fecero a ‘sto coso fu quantomai invasivo e fuorviante: perfino al Tg3 ne parlarono come di una chicca da non perdere, come di un prodotto del cinema italiano da ricordare negli anni a venire.
Ovviamente, ci cascai.
Prima di tutto, non si tratta di un film vero e proprio.
Bensì, di un prodotto per la tv distribuito nelle sale cinematografiche con qualche mese di anticipo rispetto alla programmazione televisiva.
E che non si tratti di un film propriamente detto è decisamente evidente, purtroppo: attori che sfiorano il dilettantismo (il neorealismo era davvero un’altra cosa), fotografia e luci imbarazzanti, narrazione didascalica, pietistica a tratti ed aneddotica, senza un preciso senso di continuità.
Dulcis in fundo, poiché ‘sto robo era destinato al mercato internazionale ed era stato recitato in inglese, rammento uno dei peggiori doppiaggi italiani della storia… della fiction.

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