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Recensione su Carlito's Way

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7 marzo 2014

Bella pellicola di Brian De Palma, di grande successo nonostante la palese semplicità e linearità di una pur buona sceneggiatura.
La scelta del mega flashback, con scena iniziale che già rivela la brutta fine che Carlito Brigante farà dopo quasi due ore e mezza di pellicola, lo rende uno dei film più autospoilerizzati della storia del cinema. Scelta criticabile, ma tant’è.
Su Al Pacino solito profluvio di lodi per quello che è uno dei più grandi attori di tutti i tempi, qui in una forma strepitosa nel ruolo del ex gangster redento, uscito dal carcere per un cavillo, ma pronto ad abbandonare, pare con convinzione, il nefasto stile di vita del passato. Un’impresa che si rivelerà durissima: l’istinto di chi è nato e cresciuto sulle strade dei quartieri più difficili della Grande Mela, é innato e non può essere cambiato a comando.
La vera sorpresa è un irriconoscibile Sean Penn, che interpreta il ruolo del coprotagonista, un cinico e schizofrenico avvocato ebreo, cocainomane e assetato di potere, doppiogiochista e senza una coscienza, il quale, forse stanco delle aule di tribunale, ove ha difeso i più indifendibili malfattori, Carlito incluso, punta a diventare egli stesso un gangster in maniche di camicia.
Sean Penn ha abituato tutti al suo camaleontismo, ma in questo suo primo ruolo di una certa importanza lascia davvero il segno, e non solo per quella bizzarra e bionda chioma rada o per l’andi da yuppie incallito.
Una storia d’amore sufficientemente credibile, e per una volta non gettata nel calderone per obblighi di tradizione, si conclude nel peggiore dei modi.
Ma questo lo sapevamo fin dall’inizio…

4 commenti

  1. Bisturi / 8 marzo 2014

    Che film uno dei più belli degli anni ’90, uno dei migliori di Brian DE Palma, io a tratti lo preferisco perfino a Scarface. La figura del criminale che vuol provare a rigare dritto ma non ci riesce per via dell’ambiente e dell’ostilità del suo mondo mi ricordano vagamente il bellissimo romanzo di Edward Bunker “Come una bestia feroce”, nel quale non c’è via d’uscita, se si è stati criminali si resta criminali, non contano i buoni propositi e la voglia di redenzione, per la società sei quello. Ua regia impeccabile in mezzo ai tanti film videoclippati della sua epoca. Ottimo esempio di cinema @hartman

  2. hartman / 8 marzo 2014

    Sì bello @rodriguez86… Unica cosa che ho trovato soggettivamente discutibile è la scelta del megaflashback, anticipando l’esito ad inizio film.. Da un lato toglie l’effetto sorpresa, anche se c’è da dire che dona però una visione compassionevole, come se assistessimo alla via crucis del protagonista…

    • alex10 / 8 marzo 2014

      E pensa un po’: nonostante tutto, nonostante il megaflashback, il film riesce ad essere agghiacciante e ti fa rimanere in tensione tutto il tempo !

    • Bisturi / 8 marzo 2014

      E’ quello il bello, si sà fin dall’inizio che Carlito morirà ma non ce ne importa nulla, seguiamo le sue vicende pur conoscendo il suo destino già segnato…l’unica cosa che non ci è dato sapere all’inizio è chi lo ucciderà ed è geniale scoprire l’insulsità del personaggio dopo che Carlito è riuscito a sfangarla ai picciotti della mafia. Tutto perfetto.

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