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Carlito's Way

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Carlito's Way
Carlito's Way

Un uomo viene trasportato su una barella, con lo sguardo sbigottito e vuoto di chi ancora non si capacita di avere tre pallottole nello stomaco: quell'uomo si chiama Carlito Brigante e mentre i soccorritori si affannano attorno a lui cercando di salvarlo ci racconta la sua storia di ex spacciatore che, scampato a trent'anni di carcere, cerca di tirarsi via dalla strada e rifarsi una vita, facendo i conti con il suo ingombrante passato e con quello che sembra un inesorabile destino. La pellicola ha ottenuto un Nastro d'argento nel 1994 per il Miglior doppiaggio maschile, assegnato a Giancarlo Giannini per la voce di Al Pacino.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: Carlito's Way
Attori principali: Al Pacino, Sean Penn, Penelope Ann Miller, John Leguizamo, Ingrid Rogers, Luis Guzmán, Adrian Pasdar, Viggo Mortensen, James Rebhorn, Joseph Siravo, Richard Foronjy, Jorge Porcel, John Ortiz, Paul Mazursky, Vincent Pastore, Jon Seda, Marc Anthony, Frank Minucci, Ángel Salazar, Al Israel, Rick Aviles, Jaime Sánchez, Víctor Sierra, Frank Ferrara, Chuck Zito, Tony Cucci, Alfred Sauchelli Jr., Sonny Zito, Walter T. Meade, Richard Council
Regia: Brian De Palma
Sceneggiatura/Autore: David Koepp
Colonna sonora: Patrick Doyle
Fotografia: Stephen H. Burum
Costumi: Aude Bronson-Howard, Mark Burchard
Produttore: Martin Bregman, Michael Bregman, Willi Bär, Judith Stevens, Ortwin Freyermuth, Louis A. Stroller
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller, Poliziesco
Durata: 144 minuti

7 Marzo 2014 in Carlito's Way

Bella pellicola di Brian De Palma, di grande successo nonostante la palese semplicità e linearità di una pur buona sceneggiatura.
La scelta del mega flashback, con scena iniziale che già rivela la brutta fine che Carlito Brigante farà dopo quasi due ore e mezza di pellicola, lo rende uno dei film più autospoilerizzati della storia del cinema. Scelta... continua a leggere » criticabile, ma tant'è.
Su Al Pacino solito profluvio di lodi per quello che è uno dei più grandi attori di tutti i tempi, qui in una forma strepitosa nel ruolo del ex gangster redento, uscito dal carcere per un cavillo, ma pronto ad abbandonare, pare con convinzione, il nefasto stile di vita del passato. Un'impresa che si rivelerà durissima: l'istinto di chi è nato e cresciuto sulle strade dei quartieri più difficili della Grande Mela, é innato e non può essere cambiato a comando.
La vera sorpresa è un irriconoscibile Sean Penn, che interpreta il ruolo del coprotagonista, un cinico e schizofrenico avvocato ebreo, cocainomane e assetato di potere, doppiogiochista e senza una coscienza, il quale, forse stanco delle aule di tribunale, ove ha difeso i più indifendibili malfattori, Carlito incluso, punta a diventare egli stesso un gangster in maniche di camicia.
Sean Penn ha abituato tutti al suo camaleontismo, ma in questo suo primo ruolo di una certa importanza lascia davvero il segno, e non solo per quella bizzarra e bionda chioma rada o per l'andi da yuppie incallito.
Una storia d'amore sufficientemente credibile, e per una volta non gettata nel calderone per obblighi di tradizione, si conclude nel peggiore dei modi.
Ma questo lo sapevamo fin dall'inizio...

La leggenda del Brigante che voleva fuggire. / 25 Giugno 2012 in Carlito's Way

Carlito Brigante è la più grande figura,per importanza e per struttura del personaggio,degli anni novanta. Brian De Palma,già autore dell'epopea criminale Scarface,con protagonista il leggendario Tony Montana,ritorna a realizzare un thriller tesissimo ed eccezionale,in cui gli attori sono in stato di grazia e in cui l'idea di poliziesco iniziale si... continua a leggere » mescola al thriller fino a produrre un film a là De Palma. Carlito's Way non è solo un gran capolavoro,ma è un film che vive della sua grande capacità di appassionare,senza perdere mai d'entusiasmo e quindi a porsi come film universo. La storia in flashback del ritorno alla criminalità del grande Carlito,interpretato meravigliosamente da Al Pacino e doppiato con disinvoltura da Giancarlo Giannini, passa dall'aula di un tribunale in cui un avvocato sta proponendo delle nozioni utili alla scarcerazione dell'imputato. Quando esce,l'uomo è intenzionato a tornare sui suoi passi e cercare di rifarsi una vita al di fuori del mondo della droga,delle armi e del crimine. Cerca di trovare una ragazza e vede nella donna dei suoi sogni una spogliarellista senza scrupoli,alla ricerca della strada della redenzione. Ma quando il suo avvocato gli chiede un irrinunciabile favore,Carlito dovrà ritornare a fare il gangstar e a rischiare la vita. La trama è (quasi) tutta qui: L'espiazione in De Palma è piacevole in parte e la tentazione diventa il motore portante della vicenda. Infatti.quando il Male torna a bussare alla sua porta,Carlito non può fare altro che sottostare alla realtà. Nella parabola,quasi melvilliana della redenzione dell'(anti)eroe,De Palma riesce a regalare sequenze da urlo: L'incontro-discorso-sfogo con la spogliarellista della sua vita mentre nel locale arriva la musica di sottofondo di Shake your Booty di Kc and the Sunshine Band; lo straordinario inseguimento finale;il confronto tra Carlito e Donnie Branko,dal Bronx. Queste solo alcune delle sequenze che rendono questo splendido film un cult assoluto e una delle migliori opere di De Palma,capace di tralasciare una serie di emozioni assolutamente fantastiche. La scarica di adrenalina che dà la visione di Carlito's way in una notte piovosa,con i sottotitoli e in sottofondo l'urlo di Kurt Cobain in Smells Like Teen Spirit non ha prezzo. Naturalmente questa è stata la quarta visione del film,che ho visto due volte in italiano e una volta in lingua originale sottotitolata. Ma è comunque un film che riesce ancora a colpire ed appassionare. La violenza,stranamente,non è parte integrante della storia e passa alle volte,si ferma,aspetta e sparisce. L'happy end non c'è ed è qui che De Palma compie un gesto estremo: Dopo due ore in cui a Carlito ci si affeziona,tra grande attività carismatica e tante,tante soluzioni alternative del personaggio,Carlito muore. La cosa era già accennata nel prologo del film,ma fino alla fine si spera che Carlito(il cattivo) si salvi. Quando a Pacino si chiudono gli occhi capisci che parte della tua infanzia è andata a farsi fottere. E' non è una semplice esagerazione. Quando hai 11 anni non sai ancora cosa sia il grande cinema,chi siano Kubrick,Allen,Kurosawa,Bergman,Kitano o anche De Palma. Poi arriva Carlito's way e cominci a capire cosa sia veramente il cinema. Ecco perchè il film è così importante per me. Ecco perchè Brian De Palma sta nel mio cuore. Inoltre,tra tutti i personaggi eccellenti di contorno che fanno da sfondo alla storia reale,è impossibile non citare Sean Penn,dannato avvocato. Un capolavoro di stile assoluto in cui ogni colpevole è colpevole di ciò che è e non di ciò che sembra. De Palma cambia la struttura del noir tradizionalista e la aggiorna allo sviluppo contemporaneo delle cose. Carlito è un (anti)eroe dostojevskiano che buca lo schermo e non si dimentica. In un susseguirsi di emozioni dall'impatto visivo eccezionale,Carlito's way diventa uno dei migliori film della Storia del Cinema.