Caramel

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Caramel

In un salone di bellezza di Beirut, si incrociano le vite e le confidenze di cinque donne tra loro molto diverse.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: سكر بنات
Attori principali: Nadine LabakiNadine LabakiYasmine Al MassriYasmine Al MassrimaschioJoanna MoukarzelmaschioGisèle AouadAdel KaramAdel KaramSihame Haddad, Aziza Semaan, Fatmeh Safa, Dimitri Staneofski, Fadia Stella, Ismaïl Antar

Regia: Nadine LabakiNadine Labaki
Sceneggiatura/Autore: Nadine Labaki, Jihad Hojeily, Rodney El Haddad
Colonna sonora: Khaled Mouzannar
Fotografia: Yves Sehnaoui
Costumi: Caroline Labaki
Produttore: Anne-Dominique Toussaint
Produzione: Francia, Libano
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 96 minuti

Dove vedere in streaming Caramel

3 Maggio 2012 in Caramel

Piacevole film di 5 donne incetrate in un istituto di bellezza dove s’intrecciano problemi delle varie età delle protagoniste. Interessante vita quotidiana al femminile. Non male anche se un po’ troppo lento che può annoiare.

14 Aprile 2011 in Caramel

Tante piccole storie che si intrecciano senza lasciare traccia. Ben confezionato ma poco incisivo, come un film da Sundance. Neanche la storia lesbica della parrucchiera riesce a decollare.

14 Aprile 2011 in Caramel

Nadine Labaki, regista e interprete, costruisce un microcosmo vitale, aperto, un piccolo esperimento sul campo di integrazione tutto al femminile. Sceglie il minimalismo della vita quotidiana del crocevia politico fra i più caldi della terra, Beirut, e, in forma di commedia, ignorando i massimi sistemi della politica mondiale, rappresenta la convivenza delle diverse anime di un popolo in equilibrio fra innovazione e conservatorismo, fra fedi diverse e non necessariamente incompatibili.

Ma soprattutto riesce nella rappresentazione dell’universo femminile in tutte le fasi dell’età, dalle più giovani alla ricerca dell’amore o alle porte del matrimonio, alle donne con una complicata vita sentimentale, all’età matura che non si arrende alle rughe, al corpo che cambia e recita costantemente un ruolo che non è più il suo, alla vecchiaia, con tutte le responsabilità, le rinunce e i rimorsi che ne seguono.
Colorato e vitale il film ha il suo cardine in un istituto di bellezza (che diviene mezzo di seduzione o di vendetta) attorno al quale gravitano tutte le donne, la ragazza maschiaccio che sta scoprendo la sua fascinazione per le donne; la musulmana fidanzata che appena fuori dall’oasi di tolleranza del salone deve esperire un procedimento di occoltumanto del suo corpo per non offendere la sensibilità dei suoceri; la donna che ama un uomo sposato e dipende da incontri furtivi e dal tempo rubato ad un’altra donna; la signora divorziata con figli che insegue un ricordo di giovinezza che non le appartine più, tra accorgimenti estetici e falsificazioni continue; la smemorata signora anziana che vaga per le strade cercando le lettere di un amante perduto; la sorella di quest’ultima che sacrifica la sua possibilità di felicità personale con un uomo per non smettere di accudirla.

Risulta un film piacevole, leggero, ma non banale. Segnalo il rispetto reciproco delle donne per i riti delle religioni a cui appartengono, il desiderio di europeismo visto come tolleranza (chissà ancora per quanto), la toccante scena della madre della ragazza in procinto di sposarsi che la prepara alle nozze.

In tutto il film è il corpo delle donne, il loro ruolo, i loro desideri che vengono sondati, fra opposte tensioni di tirannia sociale, ma anche di regole codificate ormai interiorizzate e tentativi delle donne stesse di conquistarsi spazi di libertà

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