Recensione su Captain America: The Winter Soldier

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Non sparate su Steve Rogers / 15 aprile 2014 in Captain America: The Winter Soldier

Orbene, approdo su questo film, dopo una estenuante attesa per riuscire a vederlo – quando si tratta di Captain America, ohibò, divento peggio delle fan dei Uan Derescion.
Comunque, parliamo del film. Io seguo Captain America da quando ero alta all’incirca un metro e cinquanta – ed eccomi qui, dieci anni dopo e con ventiquattro centimetri in più. Mio cugino, quel bontempone, mi passava comics e graphic novels quando gli girava, quindi sono cresciuta a pane e fumetti (Dylan Dog in primis). Ne ho sentite di cattiverie buttate così, su questo popò (non mi riferisco al sedere) di personaggio, e mi si stringe il cuore se penso al povero Steve Rogers costretto a subire tali soprusi!
Dunque, signori, da fan del comic, potrei storcere un po’ il naso per alcune cose, ma non storcerò mai il naso per quel gran signore di Chris Evans, che sarà pure ignorante come una capra – non ne sono del tutto sicura, quasi – ma recita come Cristo comanda (vedere Snowpiercer, Puncture o Sunshine per credere).
Le differenze tra The Winter Soldier comic e The Winter Soldier movie sono veramente tante.
Per cominciare: che fine ha fatto l’Agente 13?
Minimizzare in quel modo un personaggione come Sharon Carter è davvero brutto. Partendo dalla scelta dell’attrice, Emily VanCamp, che è insipida come non so cosa, ed è pure bruttina, mi avessero messo una bella gnocca, avrei anche potuto sorvolare. Nel comic Sharon è un personaggio di punta dell’episodio, se così lo vogliamo chiamare, è lì tutto il tempo a scannarsi su Steve su cosa fare o non fare con il povero Bucky. Chissà che non avrà maggiore spazio negli altri film – o almeno è quello che hanno lasciato intendere – e che l’attrice non si riveli più brava di così. Staremo a vedere.
Andando oltre, vediamo quel simpaticone di Lukin sostituito da Pierce, interpretato da un Robert Redford che… ni, non lo so, non so che dire, non so se mi è piaciuto o meno. Ma d’altronde, non tutti i villain possono bucare lo schermo come Loki.
Insomma, le vicende narrate sono un tantino diverse da quelle del comic – non voglio fare spoiler, quindi evito di parlare, per chi non ha ancora letto il comic ed ha intenzione di farlo.
Perché Black Widow ha tutto questo spazio? Per Scarlett Johansson, of course. Per certi versi sembrava quasi che il film ruotasse intorno a lei, poi onestamente certi atteggiamenti – non penso che questa colpa sia da attribuire a lei – mi puzzano associati a Natasha Romanoff. Ma vabbè, è fantastica ugualmente, molto bella da guardare, quindi evitiamo di cercare il pelo nell’uovo sempre e comunque.
Ma Maria Hill? Maria Hill che non segue le direttive dei signoroni dello S.H.I.E.L.D.? Ahi, ahi, ahi. Abbiamo letto gli stessi comics? Per quel poco che la conosco, so che quando riceve un ordine non guarda in faccia a nessuno, nemmeno a Nick Fury – leggere Civil War per credere. Cioè, questa Maria Hill mi è sembrata un tantino out of character, ma vabbè, opinione mia.
Falcon e Bucky spettacolari, nulla da dire, Sebastian Stan era quasi una certezza, Anthony Mackie si è rivelato una piacevole sorpresa.
Che altro dire? Effetti speciali spettacolari e coreografie fantastiche – la fotografia di The First Avenger era migliore, però. Bella anche la storia, tutto sommato, con un paio di colpi di scena niente male ed alcune battute veramente simpatiche.
Insomma, m’è piaciuto, a Steve non dico mai di no.

Piccola parentesi che apro e chiudo qui: la propaganda anti-americana non c’entra nulla in questi contesti, credetemi, sono la prima a non approvare tutto questo finto buonismo, questo voler sembrare lindi a tutti i costi e sentirsi i re del mondo, MA Captain America non nasce nella nostra epoca, non è figlio della nostra generazione, è figlio della generazione dei nostri nonni, e loro, durante la guerra, avevano bisogno di un simbolo, qualcosa per tenere alto il morale. Steve Rogers è un personaggio assolutamente fantastico, e lo dirò da fan, ma è così. Steve è un ragazzetto rachitico con un cuore enorme ed un coraggio da fare invidia al più virile e massiccio dei soldati. Steve non combatte i tedeschi da americano, Steve non combatte chiunque altri da americano, Steve combatte da uomo libero e di fede, è pronto a sacrificare tutto se stesso per un bene più grande – e basta leggere di quando, durante lo scandalo Watergate, diventa Nomad, o Civil War (potrei stare qui a fare un lungo elenco).
E’ vero, Steve combatte anche per il Sogno Americano, ma non solo per quello, combatte per tutti i sognatori del mondo, i buoni del mondo, e penso che non ci sia messaggio più bello di quello che porta (i pianti che mi sono fatta, l’ultimo è stato proprio per Teatro di Guerra). Le persone dovrebbero far leggere queste cose ai loro bambini, piuttosto che piazzarli di fronte un televisore e bombardarli di sederi, seni e peni. E’ molto più educativo Captain America.
Per il resto, se facessero un fumetto chiamato Captain Italy, io lo leggerei, ormai qui c’è solo bisogno di supereroi. 😉 C’è un’unica cosa che possiamo imparare dagli americani, saranno pure delle capre stupide sì, ma hanno un senso della patria da far schifo, ed i panni sporchi li lavano in casa, a differenza nostra, ed è per questo che godono ancora di un minimo di credibilità a livello mondiale. Ma questo non è il luogo per parlare di queste cose, quindi mi eclisso. Bye!

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