Recensione su Cannibal Holocaust

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22 dicembre 2011

Quante volte è capitato che un film venisse censurato, accusato di essere troppo crudo o di mostrare troppa violenza, come se ciò fosse una colpa? E’ capitato tante volte. Peccato che molti di questi film, se edulcorati, rischierebbero di veder violentata la propria natura e il proprio senso artistico. Sono film la cui schiettezza, a qualsiasi livello la si intenda, ha un senso specifico all’interno dell’opera, sono film che DEVONO essere spietati per rendere a pieno il proprio messaggio, la propria drammaticità, la propria “individualità filmica”. Basti pensare a capolavori come Arancia Meccanica, o alle sequenze da pugno allo stomaco di Requiem For A Dream…
Poi si vedono film come Cannibal Holocaust e si capisce una volta per tutte la differenza che c’è tra quel tipo di violenza e la mera pornografia (e il fatto che si tratti di splatter non penso sia una giustificazione).
Qualsiasi idea “buona” potesse avere Deodato, compreso il suo messaggio sociologico filtrato attraverso le gesta selvagge della moderna troupe occidentale, viene ad essere sepolta sotto quintali di sadismo tanto spietato quanto mediocre, e il risultato finale è semplicemente pietoso. Altrettanto pietosa è la figura che ci fa Deodato stesso, apparendo come lo psudo-artista che, volendo andare a tutti i costi controcorrente, finisce per sparare qua e là un po’ di scene sanguinolente autocompiacendosi della propria presunta grandezza e originalità. Ma siamo veramente convinti che basti un po’ di provocazione gratuita per creare un capolavoro artistico? A questo punto spero che tra qualche anno non venga considerato un capolavoro un film recitato a suon di rutti!
Tutto questo senza contare il punto più importante di tutti, ovvero le UCCISIONI REALI degli animali da parte della troupe (a questo proposito mi verrebbe voglia di scrivere un fiume di insulti e di auguri non molto carini a Deodato e a tutti i suoi collaboratori, ma è meglio evitare…), peraltro altamente contradittoria visto il senso che dovrebbe avere il film. E’ come fare un film sul rispetto dell’ambiente abbattendo ettari di foreste per le riprese. Per la serie “la coerenza è una bella cosa”…
Mi domando come sia possibile che un film del genere possa essere ancora regolarmente in circolazione. Non dico che lo farei sparire del tutto, perchè, per amor dell’arte e per amor della verità, sono altamente contraria alle censure e ai boicottaggi. Se dipendesse da me mi limiterei a ritirarlo salvandone un numero limitato di copie in modo da lasciare intatta una reale testimonianza di bassezza umana oltre che artistica.
Non è da me una tale acidità nella critica, ma in questo caso mi è stata tirata fuori a forza.

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