Recensione su Chiamami col tuo nome

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CHIAMIAMOLO COL SUO NOME / 1 Dicembre 2020 in Chiamami col tuo nome

Film confezionato ad arte per piacere. Elegante nella confezione quanto prevedibilmente retorico nella forma.

Tecnicamente ineccepibile. Filmato benissimo, fotografato con stile, recitazione di livello, messa in scena eccellente. Aggiungete una storia d’amore omosessuale ed avrete un perfetto film da oscar. E allora cos’è che Non ti ha convinto? Sostanzialmente proprio la storia. La trama è noiosa. Aldilà di alcuni passaggi significativi, la storia è un continuo girare a vuoto per laghi. Tutti posti bellissimi, per carità, ma fanno solo da cornice a gente che parla poco o affatto e compie ancora meno azioni. Tagliando un ora di film la storia resterebbe inalterata. Manca un vero conflitto.

Elio è un ragazzo (un Timothée Chalamet formidabile) che nell’estate del 1983 passa dall’essere vergine a bisessuale. Questo dovrebbe stravolgere il suo mondo. Invece Elio diventa più passivo di un plantigrado. Questo doppio rito di passaggio viene celebrato con la noia. Il fatto che verso la fine si provi a giustificare questa apatia mi lascia ancora più deluso.
Un altra cosa che non ho capito è l’età dell’uomo con cui ha questa relazione amorosa. Sappiamo che Elio ha diciasette anni ma il personaggio di Oliver ne dimostra più di trenta. Quando si legge di queste storie sul giornale di solito non si commenta con “una storia da oscar”.

Scherzi a parte l’ho trovato convenzionale. I genitori sono comprensivi, gli intellettuali sono migliori, i gay sono buoni, l’Italia è bella. Al netto di un ottima fattura la storia non mi ha offerto molto. Alla fine della fiera l’ho trovato interessante per la ricostruzione dell’Italia anni ’80 che per la trama. Giusto un gradino sopra a “Sapore di mare” dei Vanzina.

Voto: 6,5 che sfiora il 7

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