Recensione su Niente da nascondere

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6 Settembre 2011

Una tranquilla famiglia francese messa a soqquadro dall’invio di videocassette (non dvd!) cariche di silenziose inquadrature della loro casa. Una minaccia silenziosa e costante, che ben presto risveglia antichi ricordi nella mente del marito (un bravissimo Auteil). Il rapporto con la moglie (la magnifica Binoche) ne risulta destabilizzato e il viaggio a ritroso nel passato rischia di sovvertire il naturale equilibrio delle cose.
Pellicola estremamente lenta, in cui l’esacerbarsi di un dramma famigliare prende corpo attraverso il silenzio e l’incapacità di dialogo del protagonista.
Belle le sequenze registrate che si sovrapponggono al naturale scorrere del film, con improvvisi rallentamenti, fermi immagine o avanzamenti rapidi.
Sicuramente migliore nella prima parte, rimane totalmente aperto all’interpretazione nel finale e lascia sotteso un dubbio che crea tensione nei protagonisti fin dall’inizio.
Mi ha fatto pensare per certi versi a “history of violence”, forse perchè memoria e dramma si intrecciano così bene anche qui come nel film di Cronenberg.

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