Recensione su C'è tempo

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Inconsistente / 22 Maggio 2021 in C'è tempo

Mi è capitato di vedere alcuni documentari di Walter Veltroni e, in generale, li ho apprezzati, nonostante una certa retorica diffusa. Per cui, mi sono avvicinata con curiosità al suo primo film di fiction da regista.
Nei primi minuti, le premesse narrative mi sono sembrate buone e Stefano Fresi in forma, per cui mi sono accomodata fiduciosa sul divano.
Purtroppo, la mia fiducia è stata riposta vanamente in un filmaccio così inconsistente e tanto girato coi piedi da avermi fatto pentire di ogni slancio entusiasta.

C’è tempo è un film esile, retorico (appunto), prevedibile, banale, privo di reale inventiva, a corto di qualsivoglia credibilità.
Se l’intento era quello di imbastire una specie di favola contemporanea, Veltroni ha mancato completamente l’obiettivo, mettendo in scena un racconto che -paradossalmente- riesce a stizzire (!) e a essere fuori tempo perfino rispetto a se stesso, con scene e soluzioni buttate a casaccio nel plot (praticamente, tutte quelle che coinvolgono Simona Molinari, ma non è colpa sua, eh) e metafore pseudopoetiche scarsamente comprensibili anche ai ben disposti (su tutte, il pallone).

Veltroni ha avuto a disposizione un cast non troppo mal assortito e belle location (compresa la masseria usata da Bertolucci per Novecento), ma non è stato capace di gestire i vari elementi e di assemblare un film propriamente detto, producendo un lungometraggio difficile da sostenere fino in fondo.

2 commenti

  1. Catoblepa / 26 Maggio 2021

    Si capisce già quanto è orrendo solo guardando la fisica della locandina.

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