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Recensione su Ladri di cadaveri – Burke & Hare

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22 marzo 2013

Edimburgo, 1827: le dissezioni su cadaveri nell’ambito degli studi universitari in Medicina, sono disciplinate dal “Murder Act” che autorizza solo e unicamente l’uso dei corpi dei gisutiziati. La non facile reperibilità di cadaveri “freschi” induce due amici William Hare (Serkis) e William Burke (Pegg) ad intraprendere la redditizia attività dell’omicidio a scopo di lucro. Una volta individuate le vittime, le soffocano (il termine inglese “burking” deriva proprio dal cognome di uno dei due) e le vendono al noto Dr. Knox (Wilkinson) che per ogni cadavere elargisce generosi compensi. Le pressioni dei familiari degli scomparsi e la dissezione di un boss della malavita locale indurranno il capitano McLintoch ad indagare sui fatti, scoprendo che gli eventi citati sono correlati tra loro.
Il film, liberamente ispirato alla vera storia dei due assassini Burke e Hare, ci viene raccontato in chiave umoristica e soprattutto con tante licenze. Una commedia tutto sommato carina, senza eccessi di gloria, leggermente sopra la sufficienza (almeno a parer mio). Simpatica trovata, quella di mostrare durante l’epilogo e sulle note di “I’m gonna be (500 miles)” lo scheletro di W. Burke custodito nel Museo del Dipartimento di Anatomia dell’Università di Edimburgo.

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