Recensione su Bunny Lake è scomparsa

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Uno degli ultimi mystery d’antan / 16 ottobre 2015 in Bunny Lake è scomparsa

Ottima costruzione del plot in questo mystery dove l’indagine poliziesca e quella psicologica (dello spettatore nei confronti dell’imperscrutabile madre della piccola scomparsa) proseguono a braccetto. Preminger sembra essere qui giunto all’ultima frontiera del “vecchio cinema” d’antan, il suo sembra essere un giallo ancora nostalgicamente ancorato agli anni ’50. In questa atmosfera retrò il siparietto degli psichedelici ‘The Zombies’ sembra quasi un sussulto ribelle, una intrusione dei ruggenti anni sessanta. Le musiche di Glass coronano perfettamente una scenografia sempre vagamente sinistra, dove spicca il negozio di bambole (col suo canuto ambiguo proprietario, Finlay Currie, che magnifico volto da cinema!) che pare una piccola bottega degli orrori.
Laurence Olivier impeccabile, Keir Dullea e Carol Lynley non sempre ‘nella parte’.

Ne ho scritto qualcosina in più sulla rivista online Armadillo Furioso

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