Recensione su Bubba Ho-tep - Il re è qui

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Il Re è vivo! / 9 gennaio 2017 in Bubba Ho-tep - Il re è qui

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il re del rock è vivo, Elvis Presley non è mai morto. Coì perlomeno recita una famosa leggenda metropolitana ed è questo l’assunto di base del romanzo breve, e del film da esso tratto, di Joe R. Lansdale, autore texano stranamente poco considerato dal cinema. Stanco della vita che conduceva, aveva scambiato la propria identità con uno dei tanti sosia che giravano l’America imitando su palchi di periferia le mosse e i vezzi del re del rock. Con il nome di Sebastian Haff è in pratica diventato l’imitazione di se stesso. L’impostore con cui aveva scambiato l’identità, muore però a seguito di un’ingestione eccessiva di barbiturici e il buon Elvis rimane confinato nella sua nuova vita. A seguito di un incidente, dopo un lungo periodo di coma, si ritrova ricoverato in casa di riposo dove, invecchiato, frustrato e pieno di rimorsi, vive le sue giornate sempre più oppresso dalla noia e da un bubbone purulento cresciutogli sul pene (cui ha assegnato il nome di Priscilla!). La routine e la discesa verso una rancorosa apatia è interrotta da alcune misteriose morti e dal ritrovamento di strani graffiti nei bagni della struttura di ricovero. Come investito di nuovo vigore, il Nostro inizia a indagare insieme a un altro ospite di colore. Costui è convinto di essere il presidente John Fitzgerald Kennedy a cui, dopo essere stato fatto sparire, hanno cambiato il colore della pelle e asportato il cervello, sostituito da un sacchetto di sabbia. L’improbabile coppia scopre che gli omicidi sono perpetrati da un’autentica mummia egizia rediviva vestita da cowboy, con la quale ingaggeranno un letale duello. Don Coscarelli scrive e dirige quest’adattamento fedelissimo del testo di Lansdale e realizza così quello che probabilmente è il suo miglior film dai tempi di “Phantasm” (1979). Lo stile ironico, bizzarro, nostalgico, sfrontato, sboccato e irriverente dello scrittore texano è mantenuto è reso in pieno nella pellicola, anche grazie all’ottima interpretazione di Bruce Campbell nei panni di un inedito Elvis invecchiato e livoroso ma anche triste e commovente quando ricorda la moglie e la figlia che lo credono morto e che non rivedrà mai più. Rimarchevole anche il personaggio di JFK, interpretato da Ossie Davis (classe 1917 e un’infinità di film alle spalle) che insieme a Campbell da vita a esilaranti dialoghi ai limiti dell’assurdo. Una commedia horror capace però anche d’insospettabile introspezione, ad esempio quando si sofferma amaramente ad analizzare la condizione della terza età e della vita da non-morto (come quella della mummia) in una casa di riposo. Sempre da Lansdale, Coscarelli trarrà nel 2005 il proprio episodio della prima stagione della serie televisiva antologica “Masters of Horror”, “Incident On and Off a Mountain Road”.

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