2002

Bubba Ho-tep - Il re è qui

/ 20026.643 voti
Bubba Ho-tep - Il re è qui
Bubba Ho-tep - Il re è qui

Alcuni credono a quelle storie per cui Elvis sarebbe vivo, e questo è lo spunto di questo film: lui risiede in un casa di riposo in Texas e rimette in azione per contrastare una malefica presenza proveniente dall'Egitto. Al suo fianco a dargli supporto nella sua missione, niente di meno che John F. Kennedy.
Andrea ha scritto questa trama

Titolo Originale: Bubba Ho-tep
Attori principali: Bruce CampbellOssie DavisElla JoyceHeidi MarnhoutBob IvyEdith Jefferson, Larry Pennell, Reggie Bannister, Daniel Roebuck, Daniel Schweiger, Harrison Young, Linda Flammer, Cean Okada, Solange Morand, Karen Placencia
Regia: Don Coscarelli
Sceneggiatura/Autore: Don Coscarelli
Colonna sonora: Brian Tyler
Fotografia: Adam Janeiro
Produttore: Jason R. Savage, Ronnie Truss, Mark Wooding, Don Coscarelli
Produzione: Usa
Genere: Thriller, Commedia, Horror
Durata: 92 minuti

Difficile da recensire. / 25 Marzo 2018 in Bubba Ho-tep - Il re è qui

Ho aspettato veramente tanto (troppo) tempo prima di vedere questo film. Attendevo “il momento giusto”. Ebbene ieri sera è arrivato. La trama dice “semplicemente”:

Elvis Presley (interpretato da Bruce Campbell), invecchiato e moribondo, passa le sue giornate in un ospizio nel Texas, dove tutti lo credono Sebastian Haff, un impersonificatore di Elvis. In realtà il vero Elvis, stanco del successo e di tutto ciò ad esso legato, anni addietro aveva stretto un patto proprio con Haff: si sarebbero scambiati le vite, il patto, però, non venne mai rescisso, perché alla morte del falso Elvis, il vero venne ritenuto solo un mistificatore. L’unico compagno di questa misera vita è Jack, un ambiguo vecchio di colore che si crede essere il Presidente Kennedy.

Il Film è un connubio perfetto tra horror e commedia, in modo molto originale. Insomma, un misto tra tristezza, malinconia e rimorsi e commedia, misurata col conta gocce.
Bruce Campbell in questo film è davvero grandioso come non mai. Impersona Elvis-vecchio, in modo impeccabile. Ha del tutto sbaragliato tutte le mie aspettative. Tra l’altro a far cornice al film oltre alla soundtrack meravigliosa ci sono diverse riflessioni di “Elvis” che sono da incorniciare, come “Dov’è finita la mia giovinezza? Come mai la fama non può debellare la vecchiaia e la morte? Perché ho rinunciato a quella fama che ora vorrei tanto riassaporare?”

Insomma, guardatelo e godetevelo senza far troppo i pignoli…
Non è un film horror che punta a far paura come ce ne sono ormai 1000… è un’altra cosa.

Leggi tutto

Il Re è vivo! / 9 Gennaio 2017 in Bubba Ho-tep - Il re è qui

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il re del rock è vivo, Elvis Presley non è mai morto. Coì perlomeno recita una famosa leggenda metropolitana ed è questo l’assunto di base del romanzo breve, e del film da esso tratto, di Joe R. Lansdale, autore texano stranamente poco considerato dal cinema. Stanco della vita che conduceva, aveva scambiato la propria identità con uno dei tanti sosia che giravano l’America imitando su palchi di periferia le mosse e i vezzi del re del rock. Con il nome di Sebastian Haff è in pratica diventato l’imitazione di se stesso. L’impostore con cui aveva scambiato l’identità, muore però a seguito di un’ingestione eccessiva di barbiturici e il buon Elvis rimane confinato nella sua nuova vita. A seguito di un incidente, dopo un lungo periodo di coma, si ritrova ricoverato in casa di riposo dove, invecchiato, frustrato e pieno di rimorsi, vive le sue giornate sempre più oppresso dalla noia e da un bubbone purulento cresciutogli sul pene (cui ha assegnato il nome di Priscilla!). La routine e la discesa verso una rancorosa apatia è interrotta da alcune misteriose morti e dal ritrovamento di strani graffiti nei bagni della struttura di ricovero. Come investito di nuovo vigore, il Nostro inizia a indagare insieme a un altro ospite di colore. Costui è convinto di essere il presidente John Fitzgerald Kennedy a cui, dopo essere stato fatto sparire, hanno cambiato il colore della pelle e asportato il cervello, sostituito da un sacchetto di sabbia. L’improbabile coppia scopre che gli omicidi sono perpetrati da un’autentica mummia egizia rediviva vestita da cowboy, con la quale ingaggeranno un letale duello. Don Coscarelli scrive e dirige quest’adattamento fedelissimo del testo di Lansdale e realizza così quello che probabilmente è il suo miglior film dai tempi di “Phantasm” (1979). Lo stile ironico, bizzarro, nostalgico, sfrontato, sboccato e irriverente dello scrittore texano è mantenuto è reso in pieno nella pellicola, anche grazie all’ottima interpretazione di Bruce Campbell nei panni di un inedito Elvis invecchiato e livoroso ma anche triste e commovente quando ricorda la moglie e la figlia che lo credono morto e che non rivedrà mai più. Rimarchevole anche il personaggio di JFK, interpretato da Ossie Davis (classe 1917 e un’infinità di film alle spalle) che insieme a Campbell da vita a esilaranti dialoghi ai limiti dell’assurdo. Una commedia horror capace però anche d’insospettabile introspezione, ad esempio quando si sofferma amaramente ad analizzare la condizione della terza età e della vita da non-morto (come quella della mummia) in una casa di riposo. Sempre da Lansdale, Coscarelli trarrà nel 2005 il proprio episodio della prima stagione della serie televisiva antologica “Masters of Horror”, “Incident On and Off a Mountain Road”.

Leggi tutto

25 Agosto 2014 in Bubba Ho-tep - Il re è qui

Bubba Ho-Tep.
Don Coscarelli alla macchina da presa e Bruce Campbell nei panni di Elvis Presley, che volete di più ?

Prendete “Il Corridoio della paura” di Samuel Fuller, metteteci Bruce fucking Cambell nella parte di un attempatissimo Elvis Presley. Infine, date la regia a Don Coscarelli. Il prodotto che ne uscirà fuori sarà sicuramente una avvincente pellicola a basso costo che, senza mezzi termini, dà in c**o a moltissimi film dal budget elevato (i Mercenari III ad esempio, e no ancora non l’ho digerito). Un film d’intrattenimento profondamente comico. Eppure nel suo essere fondamentalmente comico, l’opera è tragica, crepuscolare, triste.

Perché nel profondo, scavando neanche troppo, Bubba Ho-Tep è proprio questo: Elvis Presley crepuscolare, nel suo tramonto della vita. Invecchiato, stanco di vivere, annoiato. Fa i conti con il suo passato: si ricorda degli amici che lo hanno spremuto fino al midollo, degli amori andati o, peggio, dei suoi film. E a proposito dei film di Elvis, io ne ho visti un paio, erano me**a.

Una delle cose più belle, ed allo stesso tempo più reali del film è che il regista usa Elvis per dire come e perché quei ruoli furono accettati dal Re del Rock. Doveva racimolare soldi e i periodi di magra capitano a tutti. Fa i conti con sé stesso e con gli altri, è invecchiato e passa le sue giornate in un ospizio nel Texas orientale. Non è sotto copertura, semplicemente nessuno crede che in realtà sia davvero Elvis. Tutti lo credono Sebastian Haff, un impersonificatore della star. Nessuno sa la verità ovvero che Bruce/Elvis si era stancato dell’ipocrisia derivata dal successo. Nessuno sa che, a suo tempo, patteggiò con Haff in persona la sua fama per la di lui tranquillità. Nessuno sa che a morire, a Memphis, quel maledetto16 agosto 1977 fu Haff. Nessuno sa, nessuno tranne John Fitzgerald Kennedy (Ossie Davis). Si avete capito bene, all’ospizio oltre a Elvis c’è il Presidente Kennedy che fornisce una sua visione particolare di quello che è successo dopo l’attentato. Il Presidente all’inizio crede di stare antipatico al nostro (è convinto che fosse coinvolto nel suo omicidio, oltre ad aver appoggiato Nixon).

Ah, l’ho detto che è nero ? Per renderlo irriconoscibile la CIA ha reso la sua pelle di un colore più scuro. Il film, demenziale a tratti, si tinge d’orrore. La casa di riposo ogni notte viene assalita da uno scarafaggio ruba anime, l’animale è legato ad una maledizione e ad una mummia. E quindi la sintesi di tutto è questa, Bubba Ho-tep ci mostra un duo di anziani che vuole vivere, il cui unico appiglio alla vita consiste in un’ultima avventura contro una mummia Egizia vestita da John Wayne. Contro chi li dava per già morti, contro chi li reputava senza speranze. Se vogliamo, la possiamo interpretare come una favola moderna con uno pseudo happy ending, tecnicamente non c’è un vero e proprio happy ending (il messaggio finale è un rassicurante “va tutto bene” fra le stelle, che, stilisticamente è l’unica cosa evitabile all’interno del film). Bubba Ho-Tep è un film che vi consiglio caldamente per un motivo. Molto spesso sento dire: “Il Cinema Americano (Statunitense) è morto, non riesce ad intrattenere più come faceva un tempo “. Molto spesso vedo pellicole realizzate negli Stati Uniti di ottimo intrattenimento che, in particolare se a basso costo, hanno anche una morale piuttosto forte. Questo non vi farà urlare di gioia ” il Cinema Statunitense è vivo e vegeto” ma di sicuro la dice lunga sul fatto che gli yankee ancora hanno due o tre assi nelle maniche.

DonMax

Leggi tutto

No, no… no / 13 Febbraio 2014 in Bubba Ho-tep - Il re è qui

Raramente ho visto film così brutti. Infatti di 1071 film sul muro a soli 17 ho dato il punteggio di 1 o 2. Comincio dicendo che la storia aveva buonissime probabilità di funzionare, offriva tanti spunti, era esilarante già di base (cioè Kennedy e Elvis in un ospizio che si battono contro una mummia dannata, wow), eppure questo film ha fatto di tutto per mortificarla… Si ispira a un racconto quindi non è stata pensata dallo sceneggiatore per il film, lo sceneggiatore, comunque, è lo stesso regista.
Il film va avanti lentamente, è tremendamente ridondante proprio come la colonna sonora che si compone penso di 3 pezzi, uno dei quali ripetuto in loop fino ad impazzire. Non è mai abbastanza grottesco, non è mai troppo serio, non è un buon film, non è un b-movie. Non è mai brillante, una palla pazzesca, la storia va avanti con poco contenuto e tanti momenti superflui e lenti. Ho sorriso pochissimo e ho atteso impaziente la mesta fine. L’enigma non è un enigma, la soluzione arriva presto e alla fine mi sono chiesta qual era il senso di un ora e mezza di film rispetto alla fine. Mah. Sono perplessa perché questo film sembra essere piaciuto e ha ovunque una buona media. Io proprio non capisco.

Leggi tutto

19 Dicembre 2012 in Bubba Ho-tep - Il re è qui

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

In realtà è l’ultimo che ho visto ma non riesco a stare nella pelle dal raccontarlo. Perché come film non è un granché, però raccontarne la trama è troppo figo. Dunque, seguimi. Tratto da un racconto di J. Lansdale: ci sono in un ospizio due pazienti, il protagonista che è convinto di essere Elvis, sostenendo che all’apice del suo successo aveva assoldato un sosia per prendere il suo posto, e un nero in carrozzina che si crede Jack Kennedy. Ma il bello non è ancora arrivato, perché i due si trovano ad essere gli unici due della clinica a rendersi conto, e poi a dover combattere, della presenza nottetempo di una mummia vestita da cowboy. Ma non solo!, oserei dire, perché i due scoprono che questa mummia vestita da cowboy per alimentarsi deve succhiare le anime delle sue vittime (i vecchi in clinica) dall’orifizio anale, e poi va anche a cagare al cesso e mentre lo fa scrive geroglifici sui muri. Insomma, è una storiona XD
Il film è a bassissimo costo, girato con un milione di dollari, tipo che non c’è nessuna canzone di Elvis mai perché tanto non si potevano permettere i diritti.
Questi sono loro. Il problema è che sia più bello da raccontare che da vedere, un po’ per la scarsezza di risorse un po’ per il fatto di affidare lunghi stralci (di un film già breve) alla voce narrante in prima persona del vecchio Elvis, il che non so se derivi dall’impostazione del racconto scritto di Lansdale ma evidentemente nella trasposizione cinematografica annoia –> proprio perché di testo scritto più non si tratta. Comunque, ciò detto, onore a chiunque abbia pensato di tirar fuori un film del genere e onore a noi, che lo abbiamo visto, e ora possiamo raccontarlo XD
(ah beh, e poi Elvis è pure quello che faceva Ash nella serie della Casa).

Leggi tutto
inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.