Brooklyn's Finest

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Brooklyn's Finest

La dura vita quotidiana di tre poliziotti, Eddie, Sal e Tango, che prestano servizio a Brooklyn, New York. Eddie non vede l'ora che passino i pochi giorni che lo dividono dalla pensione; Sal ha una moglie, Angela, che soffre di una grave forma di asma ed è tormentato dalla necessità di trovare i soldi che permetterebbero alla sua numerosa famiglia di andare a vivere in una casa più accogliente e meno dannosa per la loro salute; Tango è stanco di continuare a fare l'agente infiltrato in una banda di spacciatori capeggiata da Caz, di cui è diventato amico. Nel 2009 Brooklyn's Finest ha partecipato al Sundance Film Festival e sempre nello stesso anno è stato proiettato Fuori Concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Brooklyn's Finest
Attori principali: Richard GereDon CheadleEthan HawkeWesley SnipesVincent D'OnofrioEllen Barkin, Michael Kenneth Williams, Shannon Kane, Brían F. O'Byrne, Will Patton, Lili Taylor, Wass Stevens, Armando Riesco, Wade Allain-Marcus, Logan Marshall-Green, Jesse Williams, Hassan Johnson, Jas Anderson, John D'Leo, Stella Maeve, Raquel Castro, Robert John Burke
Regia: Antoine Fuqua
Sceneggiatura/Autore: Michael C. Martin
Colonna sonora: Marcelo Zarvos
Fotografia: Patrick Murguia
Costumi: Juliet Polcsa
Produttore: Robert Greenhut, Marco Weber, Boaz Davidson, Avi Lerner, Antoine Fuqua, John Thompson, Trevor Short, Danny Dimbort, Basil Iwanyk, Joe Napolitano, Mary Viola, John Langley, Elie Cohn, Jeanne O'Brien-Ebiri, Jesse Kennedy, Kat Samick
Produzione: Usa
Genere: Azione, Drammatico, Thriller, Poliziesco
Durata: 133 minuti

Evitabile / 28 Febbraio 2016 in Brooklyn's Finest

Una trama abbastanza scontata rovina abbastanza una storia se non altro raccontata bene. Richard Gere come attore non mi è mai piaciuto, e qui conferma le mie idee, molto meglio invece Don Cheadle ed Ethan Hawke tra gli altri. Guardabile ma evitabile, c’è molto di meglio.

1 Febbraio 2014 in Brooklyn's Finest

“Brooklyn finest”
Disperazione.
Questo film parla di disperazione.
Tre uomini, tre poliziotti, una comune disperazione.
Si può essere disperati perchè la propria vita ha girato a vuoto, restano solo fantasmi e cicatrici, e si può giocare alla roulette russa ogni mattina, sperando che prima o poi arrivi il proprio momento, trascorrendo il resto del tempo a trascinarsi da un punto all’altro di una vita oramai vuota.
Si può essere disperati perchè si è impotenti di fronte alla sofferenza di chi amiamo, perchè ci sembra che tutto ciò che abbiamo non è abbastanza per proteggere i nostri cari, e si può scegliere di venire meno ai nostri ideali pur di offrire loro quello che crediamo di dovergli offrire.
Si può essere disperati perchè le nostre scelte ci stanno presentando il conto, la vita che avevamo scelto è ora una prigione e tutto ciò che aveva senso sembra essere inutile, e allora si può decidere di tirare il freno a mano e ritrovarsi in un vorticoso testa coda, che difficilmente ci rimetterà sulla strada giusta.
I tre protagonisti ci vengono presentati proprio attraverso le loro disperazioni, mostrandoci fino a che punto si stanno spingendo e rendendo immediatamente evidente come niente di buono può venire se si agisce alla cieca, in cerca di qualcosa che non dovremmo cercare, ma da cui dovremmo fuggire, per recuperare quello che abbiamo perso per strada.
Ho apprezzato molto la capacità del film di mostrarci tutto senza dire molto, di farci vedere, quasi toccare, il baratro personale dei tre protagonisti, creando con loro un empatia quasi fastidiosa per quanto reale, perchè, al di là delle scelte, giuste o sbagliate, che gli vedremo fare, sono uomini, e la condizione umana è unica e se è presentata in modo così diretto e vero, anche se estremamente duro e disincantato, non può lasciare indifferenti.
Alla fine della visione ho subito pensato che il messaggio del film, il messaggio principale intendo, sia che la disperazioni non può che condurci su strade sbagliate. Agire senza speranza, dall’etimologia di “disperare”, equivale a pronunciare una sentenza difficilmente revocabile.
Solo uscendo dal vortice di rabbia, frustrazione e alienazione si può provare a fare qualcosa di buono con la nostra esistenza, anche se tutto sembra perduto, anche se, fino a ieri, ci sentivamo attaccati alla vita come un misero post – it su un muro.
Molto bravi gli interpreti, ho apprezzato soprattutto il, secondo me, sottovalutato Ethan Hawke e Richard Gere, entrambi capaci di presentarci due uomini, due storie, davvero toccanti, con una forza e una vitalità davvero convincenti.
La trama è ben sviluppata, ruota soprattutto intorno alle tre storie dei protagonisti che, come era inevitabile fin dall’inizio, sebbene non si incontrino mai veramente, si toccheranno, ad un certo punto, e lì vedremo in modo chiaro quale sia la sorte cui conduce la disperazione e quale, invece, quella cui conduce la scintilla della redenzione.
Un finale amaro ma anche misurato, per un film che mette tutti i puntini sulle i, lasciando niente al caso e poco all’immaginazione.
Ne consiglio la visione, trovo che sia un ottimo esponente del genere e, in generale, un film con una caratterizzazione dei personaggi davvero convincente e una storia costruita in modo equilibrato proprio intorno a questi ultimi.
Da vedere.

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Training day 2? / 21 Giugno 2011 in Brooklyn's Finest

Tre storie parallele di poliziotti con la regia di Antoine Fuqua che in qualche modo prosegue con l’argomento iniziato in Training Day (e uno dei personaggi è una sorta di evoluzione di Jake Hoyt).
Abbiamo Sal, sposato con 4 figli, che x mantenere la moglie nuovamente incinta (di due gemelli) e cercare una casa più grande non esita a fregare soldi agli spacciatori prendendo una strada molto pericolosa. C’è Tango, poliziotto infiltrato da molti anni, che dovrà prendere una difficile decisione. Infine troviamo Eddie, che sta x andare in pensione ed è ormai disilluso dal vero significato di essere poliziotto; ma una recluta aprirà una piccola breccia.
L’intrigo è abbastanza complicato, soprattutto xchè non c’è una vera e propria presentazione dei personaggi ma ci troviamo immersi nelle loro situazioni, capendo solo dopo un pò le motivazioni che li spingono a comportarsi in un certo modo (e non sempre lo si capisce).
Buono il cast: Ethan Hawke è Sal, una sorta di evoluzione del personaggio da lui interpretato in Training day; Don Cheadle è Tango, Richard Gere è Eddie; rivedo volentieri Wesley Snipes (nei panni dell’amico di Tango) ed Ellen Barkin.
Il film è discreto, forse un pò troppo intricato e lento soprattutto all’inizio x potere essere veramente appassionante (molto meglio Training Day); finale un pò troppo tragico.

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