Recensione su Bronson

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18 giugno 2011

Mi è piaciuto, bella messa in scena, gran gusto della composizione e un ottimo impasto musicale. Mezzi espressivi molto ben limati, forse anche autocompiaciuti, ma che sono belli e comunicativi (tutto il primo quadro e la parte dentro il manicomio è pura citazione da Arancia meccanica). Storia complessa e sfuggente quella di un istrione (simpaticissimo d’altronde)in evidente anticipo di 30 anni, perchè cosa non sarebbe un tipo così oggi giorno con i media ultrapotenziati! Michael ha un unico codice linguistico che è la violenza, i suoi pugni frementi invadono le inquadrature, e nessuna scusa sociologica, picchia tutti cercando un’arena, ma soprattutto un palcoscenico, per esprimersi ad armi pari. E il luogo migliore è il carcere dove il senso dello scontro è accettato con una filosofia equamine, Michael infatti ci sta benissimo. Altra cosa è il manicomio che bara, perchè agisce subdolamente con i farmaci, ed altra cosa è la vita esterna, anch’essa bara al di fuori del ring. L’arte di Charlie, il suo mezzo di espressione, ormai compiutamente risolto nel suo alter ego, è la violenza cruda, pura perchè totalmente senza fini differenti da se stessa.
Ottimo il narrato musicale, davvero ben scelto.

01. Walker brother – The elettrician
02. Verdi – Va pensiero (nabucco)
03. Wagner – siegfred funeral march – act 3 gotterdamerung
04. Eva Abraham an the Nat Franklin trio – santa please
05. Pet shop boys – it’s a sin
06. Ray Martin – meet Mr.Callaghan
07. New Order – Your silent face
08. Verdi – chi dona luce al cor? – act 2 – attila
09. Glass Candy – Digital versicolor
10. Verdi – la vergine degli angeli – la forza del destino
11. Wagner – Entry of the Gods into valhalla – das rheingold
12. Strauss – I – Night – Alphine Symphony
13. Sym N.4 – I Bewegt, noght zu snell
14. Delibes – Flower duet – Lakme
15. Puccini – Humming corus – Madama Butterfly

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