Recensione su Bright

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David Ayer la storia ti darà ragione / 28 dicembre 2017 in Bright

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Una coppia di poliziotti è alle prese con la routine quotidiana tra la criminalità, la droga e la prostituzione. Sarebbe una storia di “guardie” e di “ladri” come un altra se non fosse per la presenza di orchi, fate, elfi e centauri. Il film infatti è ambientata in una Los Angeles dove gli elfi ed umani discriminano gli orchi perché… perché sono orchi. Quindi negli Stati Uniti c’è questa sorta di apartheid dove le razze, si nel film si parla di razze, vivono in una gerarchia che neanche in Rodesia ci’. Ve la faccio breve: gli elfi checche in cima della piramide occupano posizioni di prestigio, gli umani stanno nel mezzo e gli orchi sono vittime della discriminazione di tutti e vengono ghettizzati.
Per tentare di cambiare la società, l’LAPD decide di arruolare i primi poliziotti orchi, tra cui l’agente Nick Jakob che viene affiancato a Will Smith con il baffo proprio come Roberto Da Crema. Quindi Ayer e Landis (figlio di John) tirano su un film di uomini, una storia dura, sulla xenofobia e sul desiderio di essere migliori. Al poliziotto “negro” subentra “l’orco” che viene malvisto perché diverso. Se l’avessero girato senza orchi, sarebbe stato quel filmone di End of Watch, se l’avessero girato con un poliziotto zingaro avrei la home piena di frame del film, ma io ci ho visto un sacco di cose belle e secondo me dovreste recuperarlo. Intanto Will Smith non è esente dai pregiudizi razziali e il poro cristo che gli fa da collega per tutto il film non fa altro che dimostrare la sua onestà e il suo valore. T’ho in mezzo al cuore. Ma la cosa che ho preferito in assoluto è la scrittura del film, le battute ad effetto che seppelliscono le scene dove la color correction ti fa bestemmiare. Per dire, la battuta di Rodriguez, il poliziotto Messicano che esclama: “Eh, non so perché ce l’hanno con voi orchi. Sappi però che ce l’hanno ancora con noi per quella cosina chiamata Alamo” ED È SUBITO WESTERN. David Ayer è uno a cui piace fare film in un determinato modo, in un certo senso quasi tutta la sua filmografia è collegabile da un filo rosso (ha scritto Training Day, ha diretto Harsh Times e End of Watch) tutti film che strizzano l’occhio a The New Centurions film diretto da Richard Fleischer e alla sua esperienza in marina.
Personalmente gli avrei tolto tutta la color correction e gli after effect che dio cristo anche basta, ma dovrei tenere a mente che è un film fantasy su una città dove orchi e fatine votano. Avrei detto che è un film da applausi se fosse stato un po’ meno fantasy e un po’ più storia di poliziotti (tipo The Choirboys di Aldrich), ma quelli che lo hanno criticato sono gli stessi che reputano Freak of Nature un capolavoro quindi fate voi.

Ad ogni modo l’elfa cattiva combatte con un pugnale di Silat Carabao e a me va bene così.

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