Recensione su Bright Star

/ 20097.3229 voti

19 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Bucato da me in Australia causa trailer non convincente, raccomandato da mia madre che è una patita di Jane Campion, è la storia, nell’Inghilterra formale e benestante di inizio ‘800, dell’incontro e amore e abbandono tra il poeta romantico John Keats e Fanny, figlia della famiglia che ospita Keats e l’amico Browne. Invertendo la gerarchia il punto di vista, la protagonista della storia, è proprio Fanny, che conosce la coppia di poeti, comincia a farsi dare lezioni di poesia da Keats, se ne innamora, ricambiata. Inizia una fitta corrispondenza nei momenti di lontananza, tra i soggiorni altrove di Keats per curarsi dalla tubercolosi e il fatto che è spiantato in canna e allora non la può sposare. La famiglia di lei, per una buona volta, non si oppone all’amore dei due giovani e li lascia fidanzare, Keats abbandona Fanny per partire a curarsi in Italia, a Roma, dove morirà l’anno seguente. La bravura della Campion nella messa in scena di film in costume ottocentesco è sempre la stessa, nella prima parte perfino a rischio di essere eccessiva, tanto l’ambiente è curato e prende il sopravvento su di una storia i cui inizi sono tiepidi e per certi punti di vista persino ridicoli. Questi due si guardano per mesi senza svelarsi niente, lei è cocciuta, lui è un dandy figo e spiantato, eddaje, ti viene da dirgli. Quando l’amore sboccia, e arde e brucia nel finale, la simpatia (nel senso alla greca U_U) verso i personaggi si è finalmente accesa, l’amore è vero e bello e puro e si svolge sullo sfondo di tutta una serie di rappresentazioni della vita quotidiana che rendono la sensazione di momenti unici e felici tanto quanto normali, quasi un mondo al di sopra delle sofferenze umane, vissuti dagli innamorati nel sole estivo, con i due fratelli e di Fanny la madre. Nel frattempo tanta poesia, una insopportabile tendenza di TUTTI a chiamare in continuazione lui Keats, o signor Keats, migliaia di volte (vedete quante volte l’ho ripetuto pure io, è brain washing) e i dissidi contrasti tra Fanny e l’amico di Keats (ancora!), che lo vorrebbe al riparo dalle distrazioni amorose. Eppure, come testimonia la produzione di K.. del poeta, la sua produzione migliore e che lo rese famoso dopo la morte finì per essere proprio quella composta dopo aver trovato la sua musa, la quale ama e soffre e vive quanto più intensamente possibile nel pensiero dell’amato. Sigh, che storia romantica *_*
Beh, finisce male, lui muore.
Ho letto su Wiki che Oscar Wilde quando fu a Roma andò a prostrarsi davanti alla tomba di Keats. Keats. Keats. Keats.

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