Recensione su Bridget Jones's Baby

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. / 20 Dicembre 2016 in Bridget Jones's Baby

Terzo capitolo, a distanza di anni, delle vicende di Bridget Jones, il lungometraggio, perso Hugh Grant, utilizza come terza persona del triangolo amoroso (pare non se ne possa fare a meno oramai) Patrick Dempsey, che sinceramente ho trovato recitare senza infamia e senza lode, un po’ come faceva in Grey’s Anatomy. Il suo personaggio soffre di una scrittura un po’ troppo rapida e soprattutto ho trovato repentino come venga costruito il rapporto con Bridget, a maggior ragione dopo la scoperta della gravidanza. Aldilà di questo, tornano un po’ tutti, compreso Darcy/Colin Firth, un personaggio che per quanto ingessato mi è sempre stato simpatico per quelle uscite impulsive che lo caratterizzano e che anche in questo capitolo sono fonte di risate. Per il resto la seconda metà è, secondo me, decisamente migliore della prima, c’è più sostanza e divertimento mentre dalla prima avrei totalmente eliminato l’inutile cameo di Ed Sheeran e in generale la parte al festival musical non mi è sembrata così riuscita. Reène Zellweger è brava e molto cambiata, più per l’età che avanza che per altro e un po’ tutti mi hanno fatto pensare a quanto sia brutta la vecchiaia… Non Emma Thompson però, splendida e lucente come sempre con un personaggio tanto simpatico. Scrittura tutto sommato buona per un film che io avrei reso più sintetico e, ad averne la possibilità, avrei fatto uscire qualche anno prima.

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