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Recensione su Il ponte delle spie

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Eccellenze irritanti / 6 settembre 2017 in Il ponte delle spie

Splendida confezione, trama ottimamente sviluppata e bravi interpreti, per un film estremamente retorico in cui Spielberg reitera col sorriso sulle labbra concetti stantii come il desiderio tutto yankee di dimostrare che, negli Stati Uniti, a fronte di qualche bovina ottusità (chi è più prevedibilmente stolido? La moglie perfettina di Donovan, per esempio, il presidente dell’ordine degli avvocati di New York o la signora che legge il giornale in metropolitana guardando in tralice Tom Hanks?), sanno come si fa a non calpestare i diritti umani. Ssé.
Spielberg (e, qui, i Coen, sceneggiatori) sanno come tratteggiare a tutto tondo e con pochi tocchi una situazione e un personaggio e, in questo caso, sono stati tutti bravissimi nel costruire una spy story altrimenti complessa in maniera chiara e lineare, dando il giusto peso a specifici dettagli d’ambiente e narrativi, ma il didascalico senso di paternalismo di questo film mi è parso molto irritante.

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