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Recensione su Il ponte delle spie

/ 20157.0322 voti

. / 14 dicembre 2015 in Il ponte delle spie

Un film spielberghiano, dotato di tutto quello che ci aspetta dal regista ma scritto con qualche guizzo distinguibile dai fratelli Coen. Bridge of Spies è un lungometraggio ben fatto e tecnicamente bellissimo: molte sono le scene da incorniciare, costruite perfettamente, abbellite da chiaroscuri riuscitissimi e da una fotografia fredda e lucente. Quello che, per gusto personale, ho meno apprezzato (pur tenendo in conto che è una storia vera) è l’eccessiva circolarità nel modo di propinare la storia allo spettatore; ogni cosa torna a suo posto, senza darti la noia di pensare un minuto in più. Lo spettatore viene prese a braccetto da Spielberg, che pare dirigerlo sicuro su una strada che, per quanto ingarbugliata, arriverà comunque quel cristallino finale predestinato. A volte è tutto troppo letterale (ad una precisa battuta corrisponde poi la scena che la risolve) e a chi guarda non si richiede mai un minimo in più di interpretazione e fantasia. Pezzetto dopo pezzetto ti viene dato tutto, pure la scena finale a sottolineare la vita segnata del protagonista. C’è davvero bisogno di stare così appresso allo spettatore? Dal punto di vista dei pregi però gli attori son tutti bravi, specialmente la Mark Rylance e Tom Hanks, mentre il pilota americano, anche per la poca tridimensionalità data al personaggio, è più un modello belloccio che altro.
Film piacevole, bello ancor di più per chi apprezza il modo di raccontare storie di Spielberg.

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