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Recensione su All'ultimo respiro

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Seino stiracchiato / 21 gennaio 2017 in All'ultimo respiro

Jesse (Richard Gere) campa rubando auto lussuose. Ruba una Porsche a Las Vegas e si dirige verso Los Angeles, dove vuole raggiungere Monica (Valerie Kaprisky), una bella studentessa francese che ha conosciuto nella città dei casinò. Ma per la strada viene fermato da un agente di polizia, che lui uccide più per la paura che per altro, quasi a caso direi. Fatto sta che raggiunge la ragazza a Los Angeles, con l’intento (e solo quello purtroppo, perché di inseguimenti, piccolo spoiler, non ne vedremo purtroppo) di fuggire insieme in Messico e quanto di buono che si era visto nella prima parte, con una discreta commedia (una volta tanto anche Richard Gere devo dire che mi convince come attore) e discrete premesse, si arena per lasciare spazio, come probabilmente è inevitabile che fosse, alla storia d’amore tra i due. Il finale un po’ a sorpresa rimette un po’ in positivo le cose, ma senza esagerare. E’ il remake di un film di Godard, con un titolo italiano pressoché identico, che onestamente non conosco. Rimedierò. Intanto posso solo parlare di questo e dire che un po’ più d’azione avrebbe davvero giovato. E’ molto ben fatto il personaggio di Richard Gere, anche, come detto, grazie ad una bella prestazione da parte sua: ottima presenza scenica, discrete battute, passione per le auto e le belle ragazze e per Silver Surfer (questa non me l’aspettavo) che hanno colpito parecchio anche un certo Quentin Tarantino che a quanto pare considera questo film come uno dei suoi preferiti -una volta tanto non sono d’accordo con il grande Quentin, ma vabbè-. Disastrosa la recitazione della Kaprisky. Immagino che il film alla fine abbia più fatto parlare di sé per la scena nella quale c’è Gere nudo. Vabbè, pazienza, saranno state contente le ragazze. In fin dei conti, comunque, un 6 lo strappa, ma proprio a fatica.

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