Breakfast on Pluto

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Breakfast on Pluto

Irlanda, fine anni Cinquanta. Patrick è il frutto della relazione scandalosa tra un prete e la sua giovane perpetua. Datolo alla luce, la madre fugge a Londra, lasciando il bambino col padre che, a sua volta, lo affida ad una famiglia di tabaccai. Crescendo, Patrick mostra atteggiamenti esplicitamente femminili, destando scandalo. Diventato adolescente, col nome di Gattina, parte alla volta di Londra, per ritrovare la madre.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Breakfast on Pluto
Attori principali: Cillian MurphyLiam NeesonRuth NeggaLaurence KinlanStephen ReaBrendan Gleeson, Conor McEvoy, Bryan Ferry, Antonia Campbell-Hughes, Eamonn Owens, Owen Roe, Paraic Breathnach, Ruth McCabe, Charlene McKenna, Eva Birthistle, Chris McHallem, Dominic Cooper, Ian Hart, Steven Waddington, James Greene, Lex Shrapnel, Liam Cunningham, Gavin Friday
Regia: Neil Jordan
Sceneggiatura/Autore: Neil Jordan, Pat McCabe
Fotografia: Declan Quinn
Costumi: Eimer Ní Mhaoldomhnaigh
Produttore: Stephen Woolley, Neil Jordan, Alan Moloney
Produzione: Gran Bretagna, Irlanda
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 128 minuti

. / 23 Gennaio 2017 in Breakfast on Pluto

Cillian Murphy strepitoso.
Purezza, leggerezza, sensibilità e bontà; gli occhioni e il sorriso pure mentre prende botte.
Mi è piaciuta moltissimo la suddivisione in capitoli ( Le calze sbrindellate degno di nota) e in generale l’interpretazione di tutti gli attori; deliziosi i pettirossi “parlanti”.
Sullo sfondo della questione irlandese, la storia di un puro d’animo, in tutta la sua bellezza, grazia e fiducia nel prossimo, una persona capace di stupirsi e trovare il bello in ogni persona, anche in quelle in grado solo di sfruttare chiunque.
Un film forse non da 7, ma lo dò ugualmente perché la sensazione che mi ha lasciato è stata quella di dolcezza e bellezza.

p.s. visto anche in lingua originale,che consiglio per godere meglio dell’interpretazione di Murphy.

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The Child of the Revolution / 16 Novembre 2015 in Breakfast on Pluto

Impressionante interpretazione di un Cillian Murphy in stato di grazia che, con la sua performance, è stato in grado infondere tangibile sensibilità e credibilità ad un film dalla sceneggiatura abbastanza sfilacciata e, a tratti, decisamente inconsistente.

“Gattina” è un personaggio difficile da dimenticare: ironico, dolente, consapevole di sé, glam per vocazione, non scende mai a patti con la propria natura, dimostrando una forza interiore invidiabile in grado di sedurre, letteralmente, chiunque. La sua incrollabile purezza e coerenza, paradossalmente, lo conducono sempre ad un passo dal baratro (morte, sfruttamento, ecc.), ma nulla sembra scalfire la sua pur delicata corazza di rossetto e paillettes.
Egli avanza nella propria vita e nella storia britannica del secondo Novecento con grazia decisa, rifuggendo sempre e comunque la violenza, benché essa, su di lui, sia stata esercitata nelle più svariate forme.

Nel complesso, il film è una favola godibile, ma imperfetta (scarsa definizione dei personaggi in primis) e, senza la citata prova di Murphy, credo che non avrebbe meritato particolare menzione.
Ricchissima (e un po’ invasiva) la colonna sonora, con tanto di (amati) T Rex d’ordinanza.

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5 Luglio 2013 in Breakfast on Pluto

Una fiaba moderna e dal gusto agrodolce ambientata nell’Irlanda degli anni ’70 dove il giovane Patrick “Gattina” Brady manifesta atteggiamenti e abbigliamento sempre più femminili creando scandalo nel paese natale.
La ricerca disperata della madre che lo abbandonò alla nascita lo porterà a Londra dove dovrà fare i conti con la strada, la fame, la gente che si prende gioco di lui e sopravvivere lontano dagli amici.
L’ingenuità disarmante di Patrick è la caratteristica migliore di tutto il film.

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9 Gennaio 2012 in Breakfast on Pluto

Come in altre occasione, Jordan riesce magistralmente nella fusione dei generi e si dimostra in grado di trattare temi di sostanziale rilevanza sociale, politica e culturale con una leggerezza che non passa mai per banalità.
Questo è un film estremamente intelligente, provocatorio, a tratti visionario ma in definitiva molto attento alla realtà storica irlandese.
Le travagliate vicende personali di Patty (un Cillian Murphy talmente talentuoso che avrebbe meritato un Oscar) si inseriscono e si intersecano con il sottofondo politico di una guerra tra religioni che ha portato solo sangue. Quello che sembra solo uno “sprovveduto” in realtà è un personaggio consapevole e provocatorio che costruisce la sua realtà personale intorno all’idea che la tragedia di non avere radici è altrettanto dura da affrontare rispetto ad una politica di lotte e violenze.
Il richiamo alla corruzione anche in ambienti ecclesiastici è impersonificato dalla figura di padre Liam che ingloba anche una speranza di redenzione altrettanto vivida, destinata a scontrarsi con le peggiori branchie del bigottismo di paese.
Cast d’eccellenza che annovera anche Liam Cunningham, Brendan Gleeson e Liam Neeson.
E’ un film che smuove molto più di molti altri sul tema (vedi “Milk” che a parte il talento di Penn è piatto e inutile e soprattutto l’inmmotivatamente pluripremiato “Brokeback Mountains”).

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24 Aprile 2011 in Breakfast on Pluto

Per questa volta è il transessuale ad essere il protagonista, non evocato, non oggetto del desiderio di altri, ma lui/lei soggetto che desidera e l’irlanda e il terrorismo restano sullo sfondo, quasi come una identità storico/culturale.
Breakfast on Pluto è una storia trasognata di un candido, un puro, un incorrotto chiuso nel trauma dell’abbandono materno, che attraversa la vita del suo paese senza farsene toccare. Bambino adottatto, figlio di un prete, identità sbagliata nel corpo maschile, il protagonista ha la magia propria delle persone che vivono nonostante tutto e che resistono. Un vitalismo che il cinema sembra trovare solo nella figura del transessuale, forse perchè l’unico obbligato a non potersi trincerare dietro censure e bugie, almeno non fino all’ultimo.
Jordan attraversa la gran bretagna degli anni settanta i suoi colori e la sua musica, ma soprattutto le sue possibilità. Come non pensare che tutti gli incontri che Patrick/gattina fa siano quasi impossibili al giorno d’oggi? Tra maghi svagati, pupazzi animati, band pellerossa, centauri saggi e trasognati, violenti clienti di strada (un cameo di Brian Ferry), quel che ci accompagna nel viaggio di Patrick è appunto il salto nel possibile, così che la sua ricerca materna e la scoperta del padre, fino alla costituzione di una alternativa e resistentissima famiglia sono sì improbabili, ma sicuramente possibili. L’Ira rimane sullo sfondo, una questione data per scontata, ma centrale solo per personaggi marginali, loro sì che sembrano giocare infantilmente con il sangue e le bombe, mentre Patrick rinnega totalmente ogni violenza, senza che questa lo sfiori, anche se lo colpisce.
Bellissimo il rapporto fra Patrick e gli agenti inglesi che lo arrestano perchè sospettato di terrorismo, questi ultimi conquistati dal suo candore irremovibile, anche all’interno di 7 giorni di interrogatorio e pestaggio, un rapporto che si salda a forza di pugni, mentre il nemico pian piano diventa quello che è, una persona.
Quello che colpisce nel film è la personalità del protagonista, che mai rinuncia a essere e vivere differentemente da quel che sente (e non è ostentazione, è vivere) e la rappresentazione del diverso come nemico e della violenza che nasce da questa saldatura, indifferentemente dal fatto che sia un problema di nazionalismi o di intolleranza per la devianza dalla norma.
Semmai il film organizzato per capitoli a tratti mostra la corda e perde ritmo, il racconto si sfilaccia.

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