1985

Brazil

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Brazil
Brazil

In un futuro indefinito, la società è controllata da tecnocrati e da una burocrazia insostenibile. Sam Lowry è un impiegato che sogna di volare letteralmente via dal presente, per trascorrere l'eternità con una imprecisata donna dei suoi sogni.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Brazil
Attori principali: Jonathan Pryce, Robert De Niro, Katherine Helmond, Ian Holm, Bob Hoskins, Michael Palin, Ian Richardson, Terry Gilliam, Peter Vaughan, Kim Greist, Jim Broadbent, Derrick O'Connor, Roger Ashton-Griffiths, John Pierce Jones, Barbara Hicks, Charles McKeown, Kathryn Pogson, Bryan Pringle, Nigel Planer, Terence Bayler, Gorden Kaye, Jack Purvis, Howard Lew Lewis, John Flanagan
Regia: Terry Gilliam
Sceneggiatura/Autore: Tom Stoppard, Charles McKeown, Terry Gilliam
Colonna sonora: Michael Kamen
Fotografia: Roger Pratt
Costumi: James Acheson
Produttore: Arnon Milchan, Patrick Cassavetti
Produzione: Gran Bretagna
Genere: Commedia, Fantascienza
Durata: 132 minuti

Grottesco e drammatico / 30 giugno 2018 in Brazil

Brazil è uno di quei film per cui posso usare la parola capolavoro, senza nessun timore di esagerare.
Il soggetto, in realtà, è piuttosto banale: la classica società distopica, invasiva, cupa ed onnipresente.
Ma, come spesso accade, è il COME a contare più del COSA.
La scenografia e la regia sono clamorose; la visionarietà di questo film... continua a leggere » è incisiva, con immagini e scene impossibili da dimenticare; e ci sono continue invenzioni e sorprese.
Il grottesco che permea il film, per buona parte ha intenti “umoristici”, quasi a rendere più digeribile la cupezza angosciante degli avvenimenti; ma poi diventa più onirico, con una conseguente drammaticità. E’ decisamente un colpo allo stomaco dello spettatore, ma di quelli che ogni tanto è necessario prendere.

Surreale, delirante, imprevedibile, bizzarro, opprimente, claustrofobico ed eccessivo! / 19 febbraio 2017 in Brazil

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

In un prossimo e claustrofobico futuro, Sam (Jonathan Price), un frustrato impiegato del Dipartimento delle Informazioni, oppresso dai meccanismi della burocrazia, da un governo repressivo e da una madre ossessionata dalla chirurgia estetica, è solito rifugiarsi nei propri sogni, nei quali incontra spesso una donna.
Un giorno incontra per caso una donna... continua a leggere » che assomiglia a quella dei suoi sogni, Jill (Kim Greist) una camionista accusata di essere una terrorista. Grazie a lei comincia a prendere coscienza dell’assurda società in cui vive, diventando anche lui un bersaglio della polizia. Catturato come nemico della società, sta per essere sottoposto a tortura quando inaspettatamente riesce a fuggire e a ricongiungersi con Jill, creduta morta. A questo punto scopriamo però che è tutto un sogno della mente di Sam, oramai ridotto in stato catatonico.
Ispirato al romanzo 1984 di George Orwell (1948), già trasposto per la televisione britannica nel 1954 (Nineteen Eighty-Four, Rudolph Cartier) e al cinema nel 1956 (Nel 2000 non sorge il sole, Michael Anderson) e nel 1984 (Orwell 1984, Michael Radford), Brazil (1985) deve anche molto, per l’atmosfera e per la descrizione di una burocrazia opprimente, all’opera di Franz Kafka e, ovviamente, alla visionarietà del suo autore, l’eclettico Terry Gilliam.
Il film è un kolossal dal forte impatto visivo, delirante, grottesco e imprevedibile nella trama e nei personaggi, quanto sontuoso e barocco, e nello stesso tempo opprimente e claustrofobico, nelle scenografie e nelle soluzioni visive. La società che descrive è un mondo senza speranza da cui è impossibile fuggire. La libertà è irraggiungibile, se non nei sogni.
I personaggi che vi compaiono sono perlopiù figure bizzarre e stilizzate, rappresentati in stile retrò anni sessanta. Da ricordare, a questo proposito, la madre del protagonista e la comparsata del riparatore Archibald Tuttle interpretato da Roberto De Niro.
Aquarela do Brasil, la tradizionale canzone brasiliana che da il titolo al film e le cui musiche ne accompagnano varie sequenze, è un gioioso inno alla libertà che inserito nel contesto narrativo lo rende ancora più assurdo. Inoltre la canzone fu composta durante la dittatura di Getúlio Vargas (1930/1945) ed ebbe un successo tale da diventare la colonna sonora di quell’oscuro periodo.

Samba allucinante / 6 aprile 2016 in Brazil

Che meraviglia. Questa è la fantascienza che amo, stile Blade Runner, una fantasia di colori e luci al neon, marchingegni futuribili assurdi, rimandi al vecchio cinema noir. In questo sontuoso ed eccentrico Brazil, Gilliam incastona un bel plot tra indagine e delirio dentro un mondo distopico orwelliano, con una malsana atmosfera da incubo e... continua a leggere » personaggi grotteschi. Il finale spinge notevolmente sul senso angoscioso di caduta vertiginosa nell'incubo, ammiccando all'horror pur senza perdere mai quell'inconfondibile e salace humour nero. Un samba allucinante davvero imperdibile in cui spicca la prova di Jonathan Pryce, con la sua bianca faccia da impiegatuccio, ma soprattutto la regia minuziosa e strabordante di inventiva del più popolare tra i Monty Python.

Brazil / 26 dicembre 2015 in Brazil

Il Brazil di Terry Gilliam è un film folle e grottesco, manifesto di una fantascienza distopico-onirica che ha pochi eguali, pur essendo, per contro, un minestrone di citazioni ed ispirazione ad altre opere.
I riferimenti più immediati sono, ovviamente, quelli al 1984 di Orwell (per la sceneggiatura e le scenografie) e al cinema di Fellini (per le varie... continua a leggere » scene oniriche).
Pare, infatti, che Gilliam volesse inizialmente chiamare il film "1984 e 1/2" proprio in omaggio a loro due, prima della per certi versi geniale intuizione che lo ha portato a virare su Brazil, richiamando la paradossale colonna sonora (la mitica Aquarela do Brazil) che si ode per quasi tutto il film e che contrasta perfettamente con gli scenari grigi e inquietanti che esso dipinge.
Ma non si possono non rilevare anche riferimenti visivi al Truffaut di Fahrenheit 451 (non soltanto per il fuoco delle esplosioni, gli attentati terroristici che si susseguono e con cui la gente convive ormai in modo surreale).
Geniale poi la (doppia) citazione finale di Ejzenstejn (La corazzata Potemkin, ovviamente), che in un film di fantascienza distopica fa il suo effetto.
Pur nell'estrema originalità che la contraddistingue, la pellicola non entusiasma, se non per le meravigliose scenografie e per alcune singole trovate, che sono però calate in una trama inutilmente arrembante e caotica.

. / 23 novembre 2015 in Brazil

Primo approccio con Terry Gilliam e e giudizio fortemente positivo per un'opera molto intensa, ricca e riflessiva. Il film coniuga stili diversi, passando anche per il buffonesco (senza mai strappare, per quel che mi riguarda, risate spensierate, troppo difficili dato il contesto descritto) e ha un finale assordante pur nella sua prevedibilità. Ho trovato... continua a leggere » particolarmente disturbanti le architetture dei vari ambienti, dai più rigorosi ai più "sfatti", e i tubi distribuiti un po' ovunque non hanno fatto altro che rendere qualsiasi spazio più brutto e minaccioso. Brazil è insomma una giostra malata, orwelliana, dalle atmosfere caotiche, recitato benissimo dai suo variegati protagonisti e con la colonna sonora più azzeccata e paradossale che io ricordi.